Lunedì, 14 Giugno 2021
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La sedicenne Rachele Lupi esordisce con il libro "Occhi di ghiaccio, cuore di fuoco"

Di Aletti editore e con prefazione del paroliere Alfredo Rapetti Mogol, in arte Cheope

Rachele Lupi

Si chiama "Occhi di ghiaccio, cuore di fuoco" l’opera prima di Rachele Lupi, giovanissima scrittrice vastese di soli sedici anni. Di Aletti editore e con prefazione del paroliere Alfredo Rapetti Mogol, in arte Cheope, il libro rappresenta l’esordio in poesia dell’autrice, che ha vinto concorsi di poesia ed ha una chiara idea della figura del poeta oggi.

«Mi sono fatta un’idea ben precisa di colui che viene definito “poeta”: un individuo contemplativo e preciso, ma allo stesso tempo sensibile e fragile. Da qui è partita l’idea del titolo: “occhi di ghiaccio”, indicanti, appunto, la scrupolosa azione dell’osservare e porsi domande in maniera razionale, e “cuore di fuoco”, elemento appartenente ad ogni artista, rappresentante la voglia di andare oltre le semplici domande, cercando di darsi delle risposte, che siano o meno razionali».

Con la sua dichiarazione Rachele Lupi ha affermato di seguire una struttura compositiva ben precisa nella creazione delle poesie.

«Parto sempre da un’accurata analisi delle emozioni che vivo e delle circostanze in cui mi trovo. Queste, poi, vengono tramutate in sensazioni rivissute grazie a un profumo, una foto, un oggetto personale, un luogo, una persona».

Rachele Lupi frequenta il liceo classico di Vasto e insieme allo studio continua a coltivare le sue passioni. Tra i suoi interessi artistici, non c'è solo la poesia, a cui ha iniziato ad avvicinarsi all'età di dodici anni, quando compose i suoi primi versi, ma anche la musica. Suona il pianoforte dall'età di otto anni.

Come ogni buon allievo, Rachele studia, consapevole del valore della formazione nel raggiungere un livello alto nella scrittura e si dedica con passione allo studio della letteratura italiana e inglese.

Il suo poeta preferito è Giacomo Leopardi.

Oltre alla pubblicazione, Rachele Lupi vanta anche una prefazione illustre, di un noto paroliere italiano, Cheope, figlio di Mogol, che ha scritto alcuni grandi successi della musica italiana: "Battito animale", "Due", "Stai con me" di Raf, "Il chitarrista" del compianto Ivan Graziani e per Laura Pasini "Strani amori", "Incancellabile" e "E ritorno da te". A questo libro Cheope ha riservato parole lusinghiere.

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Scrive Cheope: «La poesia di Lupi è uno specchio dove tutti troviamo qualcosa che ci assomiglia, qualcosa che sentiamo profondamente nostro perché l’autore si mette in una relazione, senza soluzione di continuità, con l’universo intero, le creature viventi e persino gli oggetti, facendo vibrare tutto di una luce calda, rassicurante anche quando le circostanze lo portano a dichiarare “tremo al tuo nome”. La sua scrittura poetica emette scintille di un passato amato, come stelle che nonostante non esistano più da millenni ci regalano ancora la magia della loro luce».

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