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Proverbi d'Abruzzo: "Vàle cchiù 'n àcque fra Màgg' e Abbrile, che nu càrre d'òre nghe ttutte chi le tire"

Il detto contadino sottolineava l'aspetto benefico della pioggia di primavera, che avrebbe fatto bene al raccolto e in particolare alla vigna, prima della calura estiva

Dalla tradizione popolare, legata soprattutto ai cicli della vita contadina, arrivano gli insegnamenti più preziosi anche per l'era moderna. Ecco perché, in un mese tradizionalmente piovoso come aprile, è bene non crucciarsi troppo della pioggia che cade, né invocare un caldo precoce. 

Il detto popolare, infatti, parla chiaro: "Vàle cchiù 'n àcque fra Màgg' e Abbrile, che nu càrre d'òre nghe ttutte chi le tire". Ossia, vale più l'acqua che cade fra maggio e aprile, che un carro d'oro con tutti i cavalli (quelli che lo tirano). Il proverbio in dialetto abruzzese è solo una versione delle innumerevoli che si sentono su e giù per lo Stivale, anche italianizzate come "La prim'acqua di aprile vale un carro d'oro con tutto l'assile".

La pioggia di aprile, infatti, era preziosissima per il raccolto e in particolare per la vigna. Così, vederla cadere nel mese di aprile, prima che arrivasse la calura della bella stagione, era un segnale positivo per i contadini: l'acqua avrebbe fatto crescere rigogliose le coltivazioni. 

Dunque, ancora oggi, quando aprile sembra non voler lasciare spazio al sole primaverile, consoliamoci con l'idea che quella pioggia incessante farà bene alla vite e ci permetterà, a novembre, di gustare un ottimo vino. 

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