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La Presentosa, storia e origini del gioiello tradizionale abruzzese

Il gioiello si ispira ai rosoni delle chiese e, a seconda del territorio, presenta delle variazioni

Se c’è un gioiello simbolo dell’Abruzzo quello è la Presentosa. Si tratta di un ciondolo con dentellature e ghirigori in filigrana con al centro uno o due cuori, a volte accompagnati da altri simboli, a seconda delle occasioni e, soprattutto, delle zone di realizzazione. Ogni orafo, infatti, apporta delle variazioni o gioca di creatività per realizzare delle proposte uniche e particolari, sempre più alla moda ma rispettose delle tradizioni.

Storia della Presentosa

Della Presentosa non si conosce la nascita e nemmeno chi è stata la prima persona a crearne una. Tuttavia, diversi storici hanno compiuto degli studi per cercarne le origini.

La Presentosa, secondo l’antropologa Adriana Gandolfi – autrice di La Presentosa. Un gioiello degli Abruzzi fra tradizione e innovazione – si è diffusa nel Settecento ma è nell’Ottocento, grazie a Gabriele D’Annunzio che diventa famosa. Difatti, il più noto autore abruzzese la descrisse in un rapido passaggio della sua tragedia “Il Trionfo della Morte”:

Portava agli orecchi due grevi cerchi d'oro e sul petto la Presentosa: una grande stella di filigrana con in mezzo due cuori.

Il gioiello si ispira ai rosoni delle chiese e, a seconda del territorio, presenta delle variazioni. Ecco perché si parla di Presentosa di Sulmona, che vanta una chiave tra i due cuori centrali, di Pescocostanzo, con un solo cuore, di Agnone, on una goccia di passione o di sangue, o di Guardiagrele.

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