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I 65 sono i nuovi 30: gli anziani abruzzesi sono pronti a innamorarsi

Secondo l’osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare, basandosi su un’indagine Cawi, condotta dall’istituto di ricerca Nextplora, il 70% dei nostri corregionali nella terza età ritiene possibile innamorarsi di nuovo

Se è vero che, secondo il detto popolare, “la vita comincia a 40 anni”, è altrettanto valido che, oggi, c’è una seconda giovinezza dopo la pensione. Archiviati lavoro, figli, responsabilità di tutti i giorni, gli over 65 sono disponibilissimi a intraprendere nuove relazioni, addirittura il 70% degli abruzzesi nella terza età dichiara che ritiene possibile innamorarsi di nuovo. 

Questo il dato più evidente che emerge dall’osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare, basandosi su un’indagine Cawi, condotta dall’istituto di ricerca Nextplora. 

Gli abruzzesi over, in particolare, sembrerebbero ben disposti a buoni sentimenti: il 26% degli intervistati ha dichiarato che trovare l’anima gemella a quell’età è un toccasana per l’autostima, tuttavia il 37% è consapevole delle difficoltà che comporterebbe la costruzione di un nuovo equilibrio quotidiano.

Instaurare una relazione in età avanzata migliora la vita di chi è solo da molti punti di vista, dicono gli abitanti dell’Abruzzo: per il 47% essere in coppia è un motivo in più per mantenersi attivi e dedicarsi insieme alle passioni in comune. Ma non solo: avere un partner al proprio fianco aiuta anche combattere la solitudine (42%), inoltre dà i giusti stimoli per mantenersi in forma e prendersi cura di sé (30%) e migliorare l’autostima (26%), facendo scoprire di poter ancora piacere.

Ma non sono solo rose. Una nuova relazione dopo i 65 anni può anche essere fonte di preoccupazioni e difficoltà: per il 46% degli abruzzesi il principale problema è quello di gravare sull’altra persona in caso di malattia, mentre il 37% vede molto complicato instaurare un nuovo equilibrio nella vita di tutti i giorni. Fra le altre difficoltà, quella di non avere più le energie per fare quello che si faceva prima (35%) e di relazionarsi con i figli e nipoti del partner (21%).

Se i sentimenti non sfioriscono, sono anche molte le attività a cui gli abitanti dell’Abruzzo si dedicherebbero in questa fase, tanto che solo il 5% aspetterebbe la pensione unicamente per riposarsi. Il 14% occuperebbe il maggior tempo libero facendo del volontariato, il 33% penserebbe di riprendere gli studi, il 60% viaggiando e il 75% dedicandosi a hobby e passioni troppo spesso rimandati.

Che cosa può minare la serenità di questo periodo della vita? Tra i principali timori, i problemi di salute (70%), la mancanza di una rete relazionale forte, spesso causa di solitudine (54%), il calo delle forze fisiche (39%) e l’assenza di un partner (14%).

Ma a preoccupare gli abruzzesi è soprattutto il rischio di trovarsi con scarse disponibilità economiche (77%), tanto che solo il 4% degli abitanti dell’Abruzzo ritiene che la pensione di base sarà sufficiente. Gli altri invece penserebbero a costruirsi, nel tempo, una vecchiaia economicamente serena. Ma come? Il 61% puntando sulla previdenza complementare, il 32% tenendo i soldi in banca e un ulteriore 25% investendo nel mattone.

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