Geco in casa: come scacciarlo e perché segnalarlo al Wwf Abruzzo

Perde la coda per salvarsi dai predatori, e poi si rigenera: è considerato simbolo della rinascita

Perde la coda per salvarsi dai predatori, e poi si rigenera: è considerato simbolo della rinascita, un portafortuna. Cosa fare se c’è un geco in casa? Se si tratta di un portatore di fortuna, sarebbe consigliabile non fare niente e lasciare che infonda energia positiva nella propria dimora. Tuttavia, in molti si spaventano, hanno delle vere e proprie fobie, o semplicemente non tollerano la presenza di questa lucertolina sulle pareti domestiche. Quindi, anche se il geco è innocuo, va messo alla porta.

Intanto ricordiamo che il geco ha più paura dell’uomo, ed entra in casa semplicemente perché trova uno spiraglio, probabilmente attratto dal cibo, che nel suo caso sono insetti, quali formiche, zanzare, mosche e ragni.

Come evitare l’ingresso dei gechi in casa

Le zanzariere offrono una buona barriera contro i gechi, ma è anche importante pulire bene l’esterno, soprattutto gli angoli, dove spesso si trovano ragni e formiche, così come mosche e zanzare. Il gatto è un predatore e il geco ne avverte la minaccia, quindi difficilmente entrerà in casa rischiando di mettersi in pericolo. Si può anche distribuire un repellente, come la naftalina, che però può risultare fastidioso anche al naso umano. Decisamente più naturali sono aglio, pepe e caffè.

Come mandare via i gechi (senza fargli male)

Basta prendere una scopa e aprire una finestra o una porta. Con le setole “accompagnate” delicatamente la lucertolina verso la via d’uscita e il gioco è fatto. Se deciderete di scacciarla in malo modo rischierete di impiegarci molto tempo ed energie rischiando persino di fallire la missione.

Segnalazioni gechi al Wwf Abruzzo

Nel periodo di lockdown, dallo scorso 24 aprile, Wwf e dalla Societas Herpetologica Italica (Shi) Sezione Abruzzo e Molise hanno lanciato l’iniziativa di citizen science riguardo la segnalazione di gechi in casa a tutti i cittadini che ne avessero avvistato uno.

I dati e le immagini vanno inviati al Wwf Chieti-Pescara - chietipescara@wwf.it - fino al prossimo 30 settembre 2020.

I gechi sono piccoli e innocui sauri che cacciano prevalentemente nelle ore crepuscolari, ma che si possono osservare, su muri e pareti verticali, anche in pieno sole. Ci siamo affidati ai cittadini, costretti dal Covid a restare a casa, per cercare di realizzare una mappatura più completa della loro presenza e i risultati sono stati eccezionali: oggi sappiamo che entrambe le specie presenti in Abruzzo, Hemidactylus turcicus, detto geco verrucoso, con abitudini più spiccatamente notturne, e Tarentola mauritanica, o geco comune, sono più diffuse di quanto era noto prima di questa importantissima campagna

spiega il responsabile regionale della Shi Marco Carafa.

E aggiunge la coordinatrice del progetto Nicoletta Di Francesco, responsabile conservazione Shi Abruzzo e presidente del Wwf Chieti-Pescara:

Segnalazioni ci sono arrivate da ogni angolo della Regione e anche da altre località. Diversi bambini hanno chiesto ulteriori informazioni su questi affascinanti sauri. Stefano, 8 anni, ci ha mandato invece la foto di un magnifico ramarro che incontrava ogni giorno vicino casa durante le brevi passeggiate con il suo cagnolino. Altri cittadini, dopo il lockdown, hanno continuato a inviarci immagini e dati di anfibi e rettili trovati durante le passeggiate nei parchi o in montagna: rospi smeraldini, saettoni, vipere… tutte informazioni preziose.

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Dal 24 aprile a oggi sono arrivati oltre 200 dati da persone di tutte le età, accomunate dalla voglia di partecipare e di contribuire al progresso delle conoscenze, proprio nello spirito che è alla base della citizen science.

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