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“Donateci i pc che non usate più: faranno felici ragazzi e anziani”: il Rotary lancia il progetto di solidarietà

L’idea è questa: cercare computer dismessi perché obsoleti per rigenerarli e donarli a ragazzi e famiglie che hanno difficoltà ad affrontare la spesa per un acquisto

Donare i vecchi computer inutilizzati per rigenerarli e  donarli a ragazzi e famiglie che hanno difficoltà ad affrontare la spesa per un acquisto: è l’iniziativa lanciata dal Rotary con il progetto Reboot.

Una campagna finalizzata al recupero dei pc funzionanti ma non in grado di supportare gli aggiornamenti, che richiedono memoria e processori sempre più performanti. Possono, però, essere sottoposti a un lifting e tornare a nuova vita, a beneficio di famiglie, comunità per ragazzi, case di riposo e in tutte quelle situazioni nelle quali la disponibilità di un computer aiuta a colmare un divario.

Il progetto, realizzato in collaborazione con i giovani del Rotaract, ha già dato i primi risultati: in pochi mesi sono stati rigenerati 180 pc, di cui 118 già consegnati, nel rispetto degli spostamenti consentiti dalle restrizioni imposte dalle disposizioni governative. 

Per le donazioni, privati e aziende possono prendere contatti con il Club Rotary della propria città o del territorio.

“La distanza sociale imposta dalla pandemia - spiega Rossella Piccirilli, governatore del Distretto Rotary che raggruppa Abruzzo, Marche, Umbria e Molise - deve per forza di cose essere compensata, seppur parzialmente, dall’uso della tecnologie e della rete. Noi rotariani abbiamo voluto intercettare questa necessità, e intervenire per fornire un pc a chi ne ha necessità: chiediamo, perciò, soprattutto alle imprese e ai professionisti di donarci i computer che non usano più, seppur funzionanti, affinché possiamo rigenerarli facendo felici altre persone. Ci sono intere comunità di sviluppatori sul web  che offrono gratuitamente un’infinità di software open source, concepiti per svolgere le stesse funzioni dei programmi commerciali, sono gratuiti e girano sul sistema operativo Linux. La nostra organizzazione, allora, provvede a ritirarli e riportarli a nuova vita destinandoli a nuovi proprietari, e si sta rivelando un’operazione di grande utilità”.

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