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Riconoscimento a Barattucci per il liquore Corfinio, eccellenza teatina

Da Unaga e Fige il premio al liquore più luminoso e odoroso del Paese. A Chieti c'è il museo del Corfinio

Unaga Fnsi e Fige premiano il liquore Corfinio. 

Fausto Napoli Barattucci ha ricevuto una pergamena di apprezzamento dai giornalisti agro alimentari della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dalla Federazione Italiana Giornalisti Enogastronomici, unitamente al dono della moneta “Corfinium”, commemorativa dell'Unità d'Italia quale riconoscimento all’attività imprenditoriale ultra secolare della famiglia Barattucci , in particolare nella produzione  del liquore Corfinio a Chieti.

"Come giornalisti del settore enogastronomico - spiegano Donato Fioriti , vicario nazionale Unaga (Fnsi) e Ugo Iezzi, presidente Fige - esprimiamo al geniale Fausto apprezzamento e  riconoscimento per quanto fa per la città di Chieti e, più  in generale, per quanto fa per l’Abruzzo e Molise nella sua attività di imprenditore e inventore, come il suo creativo trisavolo, valorizzandone la tradizione e la storia millenaria, anche per la apertura del museo del Corfinio dedicato alla storia dei Barattucci, in via Amendola nello storico villino Barattucci. Un museo da visitare con tutti i cinque sensi, senza tralasciare il sesto, quello identitario e che nei prossimi mi giorni sarà trasmesso televisivamente con Misericordia Tv, bouquet TV6, su canale 636 (Abruzzo) e 604 (Molise) nel coso della trasmissione “AlterNewsPress- quando il sociale fa notizia”. 

Intanto è in preparazione una nuova confezione artistica per il liquore, con uno dei disegni che Francesco Paolo Michetti realizzò nel caffè di via Toledo per raccontare la storia meravigliosa del Corfinio napoletano. L’idea di Fausto Napoli Barattucci è quella di omaggiare Napoli e la cultura napoletana che in via Toledo si diede appuntamento ai massimi livelli internazionali.

Una storia lunga più di un secolo

A Chieti nel 1848 si inaugura il Caffè Corfinio, nel centro storico dell’attuale corso Marrucino nell’antico Palazzo  Lepri, che vende un suo distillato dolce a base di erbe e zafferano, chiamato Corfinio. Qualche anno dopo, nel 1870, aprirà il Caffè Meletti nella piazza principale di Ascoli Piceno, con distilleria di riferimento per il suo distillato a base di anice. A inizio 900, dopo Chieti e Pescara, viene inaugurato il caffè Corfinio di via Toledo n. 322 che arricchisce ulteriormente il medagliere della famiglia Barattucci. Nel cuore pulsante ed elegante di Napoli viene aperta  una caffetteria, definita “bomboniera” dagli illustri frequentatori soprattutto per gli affreschi realizzati dal pittore Francesco Paolo Michetti, caratterizzandosi con i suoi colori, odori e vivacità nella “città più popolare e gaia del mondo”, definita così dai più grandi scrittori dell’epoca.

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