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In 1.200 alla ricerca del camice bianco, mentre fuori dalle aule c'è la protesta contro il numero chiuso

Svolgimento regolare per i test di Medicina e Odontoiatria, per i quali stamani nel campus della d'Annunzio sono state sospese tutte le attività didattiche

In 1.216, dei 1.306 iscritti, si sono presentati stamani all'università alla ricerca di un posto nei corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria. Gli aspiranti camici bianchi erano 1.161, 145 quelli che vogliono diventare dentisti. Un esame da 100 minuti, durante i quali rispondere a 60 quesiti a risposta multipla su argomenti di cultura generale, logica, biologia, chimica, fisica e matematica, con l'obiettivo di conquistare uno dei 212 posti disponibili per il corso di laurea in Medicina (più 10 per gli studenti extracomunitari) e dei 54 per Odontoiatria (6 per gli stranieri). 

L'esame, organizzato dalla Scuola di Medicina e Scienze della salute, diretta dalla professoressa Patrizia Di Iorio, è terminato poco dopo le 14, ora in cui l'ultima commissione ha consegnato tutti i plichi con gli elaborati, senza alcun intoppo. A vigilare che tutto andasse per il meglio c'erano 60 persone, che hanno controllato che alle venti aule d'esame si avvicinassero soltanto i candidati regolarmente iscritti. 

Quanto a loro, i candidati veri protagonisti della mattinata, arrivano dall'Abruzzo, ma anche dalle regioni limitrofe, sono in larga parte neodiplomati classe 1999, ma c'è anche qualche nato nel terzo millennio e persino due ragazze, classe 2000, che non hanno ancora festeggiato la maggiore età. Spiccano, tra gli aspiranti medici e dentisti, anche due persone più adulte, classe 1964. 

Tutti, prima di sedersi nel posto assegnato loro, hanno dovuto lasciare in uno spazio custodito telefonini e orologi di qualunque genere, potendo comunque contare su un orologio proiettato in aula. Ora, archiviato il test, dovranno aspettare almeno due settimane. Il 18 settembre, sul portale dedicato del consorzio Cineca, ogni candidato potrà verificare il punteggio ottenuto, indicato con il numero identificativo abbinato a ogni elaborato, mentre solo il 28 settembre sarà possibile consultare il proprio test. Infine, il 2 ottobre verrà pubblicata la graduatoria nazionale. Ora il prossimo appuntamento con gli esami di ammissione è per mercoledì 12 settembre, quando si schiereranno i candidati delle Professioni sanitarie.

La protesta

Mentre i candidati affrontavano l'esame che potrebbe determinare il loro futuro, fuori dalle aule, i militanti del Fronte della Gioventù comunista, contemporaneamente in tutta Italia, hanno protestato, consegnando volantini contro il numero chiuso negli atenei. 

Spiega il responsabile università Fgc, Luca Paolucci: 

A determinare il risultato dei test ci sono sempre più le disuguaglianze economiche, altro che meritocrazi. Non tutti vengono da scuole prestigiose o possono spendere migliaia di euro per prepararsi con corsi privati. Se non c’è uguaglianza e non si parte dalle stesse condizioni, come si può parlare di merito? In Italia, c’è un saldo negativo fra i nuovi medici e chi va in pensione. In 7 anni abbiamo perso 9mila medici e mancano all’appello 50mila infermieri. Di fatto questi test servono solo ad avallare i tagli alla sanità pubblica a vantaggio del privato

L’università non ha bisogno di questi test, ma di essere davvero gratuita e accessibile a tutti indipendentemente dalle condizioni economiche. Serve una pianificazione razionale dell’accesso dei giovani laureati al mondo del lavoro per combattere la precarietà. Questo numero chiuso, invece, non serve ai giovani.

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