Sabato, 16 Ottobre 2021
Scuola

Prima campanella per oltre 51mila alunni in provincia di Chieti: sono i più numerosi d'Abruzzo

Oggi si torna a scuola con il messaggio beneaugurante della direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, che ricorda la tragedia dei bambini ebrei e propone soluzioni concrete per i più piccoli istituti abruzzesi

Prima campanella ufficiale, questa mattina, per i 173.075 studenti abruzzesi, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, suddivisi in 8.620 classi. Oggi, infatti, è il primo giorno dell'anno scolastico 2018/2019 in tutta la regione, fatta eccezione per gli istituti che hanno deciso di anticipare di qualche giorno il ritorno sui banchi. 

Gli alunni della provincia di Chieti, come già un anno fa, costituiscono la fetta più consistente della popolazione studentesca abruzzese: sono infatti 51.544 quelli che oggi si avviano all’anno scolastico 2018/2019, ossia quasi il 30% del totale. In provincia di Pescara sono invece 45.136 gli alunni che oggi tornano sui banchi; segue il teramano, con 39.851, e l'aquilano, con 36.544 alunni.

E per questo giorno speciale, che di certo resterà a lungo nei ricordi di tutti gli studenti abruzzesi, un messaggio di auguri speciale arriva da Antonella Tozza, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, che si è insediata un anno fa. 

A voi cari ragazzi e ragazze porgo il mio più profondo augurio per un proficuo anno scolastico; un pensiero  speciale va ai più piccini che per la prima volta entreranno in una classe, ma non meno importante è l’inizio di questo anno scolastico per quegli  alunni che si troveranno al primo anno di un nuovo corso di studi.  A tutti auguro di intraprendere questo nuovo anno con impegno ed entusiasmo e di  essere  protagonisti consapevoli dei propri progetti di vita.

Nuova linfa alle nostre scuole giungerà da più di 500 nuovi docenti immessi in ruolo a livello regionale: il mio auspicio è che in cattedra  non siedano solo insegnanti, ma  portatori di sogni. La scuola deve essere il "luogo della democrazia" per antonomasia, dove imparare ad esercitare  diritti e doveri, coltivando i valori più alti, primo tra tutti quello della vita e del rispetto reciproco, anche attraverso il ricordo e la conoscenza. 

E’ per questo che penso che in questa giornata sia doveroso per tutti noi ricordare che, nel settembre di  80 anni fa,  la magia del primo giorno di scuola fu negata ai bambini ebrei. Il 5 settembre 1938 fu firmato  il primo provvedimento approvato dal fascismo con il quale si escludevano dalle scuole tutti gli appartenenti alla "razza ebraica" e si aprì la triste pagina delle leggi razziali.

   Fortunatamente oggi, il nostro Paese si pone invece all’avanguardia fra gli altri Stati Europei  nella costruzione di una scuola sempre più inclusiva che offra pari opportunità a tutti, consentendo ad ognuno di raggiungere “la sua parte centrale di sole e dignità”, capace di garantire una reale emancipazione culturale per i nostri studenti in collaborazione con le  famiglie impegnate  nel difficile mestiere di saper sostenere  le passioni ed  i talenti dei loro figli, in un patto di corresponsabilità educativa  dal quale non si  può prescindere.

Siano dunque gli insegnanti agenti di trasformazione e cambiamento attraverso un’azione responsabile, operando  in Istituzioni  scolastiche sempre più aperte  e capaci di dialogare con l’Europa, raggiungendo un’adeguata dimensione internazionale, così come stanno già  facendo tante scuole,   attraverso l’adesione a  programmi internazionali prestigiosi. 

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