Salute

Tumore alla tiroide: l’ospedale SS. Annunziata è il primo per numero di interventi

Lo riferisce il portale Dove e Come Mi Curo che ha realizzato un approfondimento sul tumore alla tiroide e le patologie tiroidee (ipotiroidismo e ipertiroidismo)

Tumore alla tiroide: dove sottoporsi all’intervento in Abruzzo?  Il portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane www.doveecomemicuro.it ha stilato classifica dei centri più performanti per volume d'interventi per quanto riguarda il tumore alla tiroide in base ai dati aggiornati del PNE 2017.

Le strutture che in Abruzzo effettuano un maggior numero di interventi sono il presidio ospedaliero SS. Annunziata di Chieti, al primo posto con 26 operazioni nel corso del 2017, seguito  dalla Casa di Cura Villa Serena di Città Sant’Angelo (17 interventi). Al terzo posto ci sono i presidi Santi Filippo e Nicola di Avezzano e Santo Spirito di Pescara (entrambi con 14 interventi), seguiti dall’ospedale San Salvatore (12 interventi)

 Il 44,6% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni e l’ 11,8% degli interventi sono stati eseguiti su non residenti.

A livello nazionale, invece, al primo  posto c'è l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana – stabilimento Cisanello, seguita dal Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, l'ospedale di Padova, l'ospedale Borgo Trento di Verona e l'ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale.

Tiroide e patologie

Piccola ghiandola situata alla base del collo, la tiroide gioca un ruolo importante nel regolare il metabolismo di tutto il corpo grazie alla produzione di due ormoni: la tiroxina (T4) e la tri-iodo-tironina (T3). Ma anch’essa, come gli altri organi, può sviluppare tumore. “La neoplasia alla tiroide rappresenta il 4% di tutti i carcinomi umani. La sua incidenza negli ultimi 20 anni è andata crescendo, ma ciò dipende probabilmente dalla migliorata capacità diagnostica. Grazie all'introduzione dell'ecografia, infatti, oggi riusciamo a individuare noduli di piccole dimensioni che in passato sfuggivano al nostro controllo”, spiega Rossella Elisei, professore associato di Endocrinologia e Dirigente Medico Unità Operativa Endocrinologia presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.

 In percentuale, le donne sono molto più interessate da questo tumore rispetto agli uomini, in un rapporto di 4 a 1, mentre la fascia di età più coinvolta è quella tra i 45 e i 50 anni.

Se il tumore alla tiroide rappresenta un evento abbastanza raro, sono invece molto comuni il gozzo e le patologie tiroidee. Il primo è un ingrossamento della ghiandola, dovuto a carenza di iodio, al cui interno possono svilupparsi uno o più noduli. Le seconde - ipotiroidismo e ipertiroidismo -, sono dovute a un malfunzionamento della tiroide.

L’ecografia può raccontare molto sulla natura di un tumore alla tiroide, ma alla diagnosi si arriva mediante agoaspirazione in associazione all’esame citologico.

Come scegliere l’ospedale

“Per orientarsi, è importante innanzitutto osservare l'esperienza maturata dalla struttura - spiega Elena Azzolini, medico specialista - l'alto volume di interventi, infatti, secondo quanto dimostra un'ampia letteratura scientifica, ha un impatto positivo sull'efficacia delle cure”. Altrettanto importante è il follow up, cioè la presa in carico del paziente dopo l'operazione. “È essenziale che a seguire il paziente dopo l'intervento sia un endocrinologo esperto di tumore alla tiroide o, in alternativa, un medico nucleare, qualora si rendesse necessaria la terapia radiometabolica” spiega Rossella Elisei.

 
 

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