Taglio medici del 118 nelle aree interne, l'Ordine dei medici di Chieti non ci sta

"In casi di emergenza si lascerebbero scoperte dall'assistenza medica intere aree discriminate solo per densità abitativa o per altitudine" sottolinea il dottor Casale. Ma dalla Asl precisano: "Solo un’ipotesi di riorganizzazione"

L’Ordine dei Medici di Chieti contesta il taglio di venti medici del 118 disposto nell'atto di programmazione 2020-2022 dalla direzione generale della Asl di Chieti.
La delibera aziendale 264 della Asl di Chieti prevede, in un’ottica di razionalizzazione delle spese e di nuova allocazione del personale, il taglio di venti medici che attualmente operano nelle postazioni del 118 in alcuni territori della provincia, che verrebbero quindi ricollocati in presidi ospedalieri di pronto soccorso. 

“In tal modo, in casi di emergenza, si lascerebbero scoperte dall’assistenza medica, intere aree territoriali – afferma il presidente dell’Ordine dei Medici di Chieti Ezio Casale -  discriminate solo per densità abitativa o per altitudine. Tutto questo in assoluta controtendenza con quanto sta per accadere a livello nazionale, dove si prevede, nella prossima legge di bilancio, di destinare importanti risorse economiche per assumere nuovo personale sanitario”.

Tra le aree interessate dalla rimodulazione ci sono Guardiagrele, Casoli, Lama dei Peligni e Villa Santa Maria.

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Chieti, eletto per il quinto mandato consecutivo nel Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri (FNOMCeO), ricorda gli interventi, anche con gli ultimi due governi, per ottenere maggiori risorse da destinare al  fondo sanitario nazionale e da utilizzare per migliorare e potenziare le strutture, la tecnologia e il personale sanitario. “Siamo infatti tutti convinti – spiega ancora il dottor Casale -  che molte delle diseguaglianze, dimostrate da importanti studi statistici ed epidemiologici, esistenti oggi in sanità tra le regioni del nord e quelle del centro sud, così come molte inefficienze quali le lunghe liste d’attesa, l’eccessivo ricorso ai pronto soccorso, siano prodotte oltre che da gravi problemi di organizzazione anche da evidenti carenze strutturali, tecnologiche e di risorse umane.

Avevamo quindi accolto, con grande soddisfazione, la notizia della prossima pubblicazione di bandi per l’assunzione di nuovi 22 medici negli ospedali della nostra Asl. Pertanto ci sembra ancora più strano che, proprio nella stessa Asl della regione Abruzzo che da tempo registra notevoli problemi nel campo dell’assistenza e che sta scontando il gap esistente con le regioni del nord, si voglia depauperare di risorse di personale medico, un settore già particolarmente delicato come quello dell’assistenza territoriale, creando odiose e pericolose diseguaglianze tra cittadini residenti in diversi territori della  stessa provincia. Chiediamo – conclude -  appellandoci alla sensibilità degli amministratori della nostra sanità locale, che si receda dalle decisioni prese evitando inique e negative ricadute sulla popolazione”.
 

Rete dell’emergenza in provincia di Chieti, Schael: "Niente tagli ai servizi". 

“Non ci sono tagli alla rete dell’emergenza. Abbiamo solo formulato un’ipotesi di riorganizzazione resa necessaria da una grave carenza di specialisti in Medicina d’urgenza” replica il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, sui presunti tagli ai danni delle aree interne. 

“Sono state compiute dalla precedente giunta scelte che hanno inciso pesantemente sulla qualità dei servizi di emergenza, mettendoli anche a rischio in alcune circostanze - aggiunge Schael -. Mi riferisco, per esempio, alla difficoltà ripetuta di coprire i normali turni di servizio dei Pronto soccorso degli ospedali e dei Punti di primo Intervento e all’impossibilità di reperire specialisti, diventati merce rara nel nostro Paese, come confermato dalla Società italiana di medicina d’urgenza che ha denunciato di recente la mancanza di 2.000 medici. Questa è la situazione che la nostra Azienda si trova a fronteggiare e ci pone in grande difficoltà, evidentemente non compresa da chi ha emanato in passato provvedimenti facili da adottare, ma ingestibili per una Asl come la nostra”.

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Quello a cui si fa riferimento è un documento proposto dal direttore del Dipartimento emergenza urgenza, dal referente della direzione per l’area sanitaria, dal responsabile del 118 e dal dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, dopo avere interpellato tutti i soggetti coinvolti. “È stata disegnata, allo stato, solo un’ipotesi di lavoro, contenuta in un dossier che lunedì prossimo sarà presentato al Comitato ristretto dei sindaci, con i quali si avrà un confronto sereno e costruttivo. In ogni caso – conclude il direttore -  sia il piano strategico sia gli atti di riorganizzazione sottostanno alla valutazione e approvazione della giunta regionale”.

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