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Raffaele De Caterina

Raffaele De Caterina

Prevenzione delle malattie cardiovascolari: a Chieti l'esperimento che coinvolge 80 pazienti

Il progetto coinvolgerà vari utenti che afferiscono agli ambulatori di Cardiologia e Diabetologia dell’ospedale di Chieti e al Centro universitario di Medicina dello Sport dell’università con fattori di rischio cardiovascolare

Mira a trovare il modo per fare funzionare davvero la prevenzione cardiovascolare basata sugli stili di vita il progetto DEMOS (Diet, Excercise and Motivation Study) che vede impegnati l’università “Gabriele d’Annunzio” e l’ospedale “SS. Annunziata” di Chieti. Lo studio prende avvio da dati di fatto: l’assenza di risultati immediati tangibili e la mancanza di motivazione individuale sono le principali cause che determinano il fallimento della prevenzione primaria incentrata su attività fisica e corretta alimentazione. Tali abitudini sono difficili da mantenere a lungo termine, specie se non si ha percezione di benefici immediati. Di qui la necessità di mettere a punto un programma di riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare, in una particolare categoria di soggetti predisposti alle malattie cardiovascolari, attraverso l’attuazione combinata di esercizio fisico e dieta, associati a un intervento di sostegno motivazionale e a strategie di counseling.

80 pazienti monitorati

Il progetto prenderà avvio a maggio e sarà presentato al pubblio il 23 e 24 aprile. Approvato dal Comitato di Etica dell’Università e della Asl, coinvolgerà, su base volontaria e gratuita, 80 soggetti con fattori di rischio cardiovascolare, selezionati sulla base di precise caratteristiche: eccesso di peso, o diabete tipo 2 non in trattamento con insulina o ipertensione arteriosa o alterazioni metaboliche di parametri quali trigliceridi e colesterolo. Il reclutamento è stato effettuato tra utenti che afferiscono agli ambulatori di Cardiologia e Diabetologia dell’ospedale di Chieti e al Centro universitario di Medicina dello Sport dell’Università. Hanno un’età compresa tra 40 e 60 anni e sono tutti di sesso maschile, per evitare l’interferenza delle variazioni ormonali sulla prestazione fisica.

La prima fase durerà tre mesi, durante i quali i soggetti coinvolti saranno divisi inizialmente in due gruppi uguali di 40 soggetti ciascuno; uno sarà trattato convenzionalmente, senza una supervisione specifica, ricevendo informazioni sugli stili di vita raccomandabili, indicazioni nutrizionali e dietetiche e accesso libero alla palestra Aska di Chieti. L’altro gruppo, invece, sarà sottoposto a trattamenti intensivi sotto ogni profilo: il counseling dietetico sarà più stringente e l’attività fisica supervisionata in modo pressante per puntare dritti a risultati quali perdita di peso, miglioramento dei parametri lipidici e riduzione della pressione arteriosa. Ovviamente sarà interessante fare comparazioni con gli esiti del gruppo di controllo che ha seguito l’approccio soft.

Ma il gruppo sarà ulteriormente suddiviso a metà, lasciando 20 soggetti liberi di gestirsi autonomamente; gli altri, invece, continueranno a essere seguiti attraverso un supporto motivazionale remoto, con messaggistica istantanea, per promuovere l’automonitoraggio di corrette abitudini alimentari e di esercizio fisico quotidiano.

Grandi aspettative

"Abbiamo grandi aspettative verso questo progetto - evidenzia Raffaele De Caterina, responsabile della Cardiologia Universitaria dell’ospedale di Chieti e direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Università (foto) - perché è noto che non basta educare i pazienti sull’importanza dei fattori di rischio e sulla necessità di adottare misure correttive. La vera sfida non è seguire per un periodo una dieta equilibrata o fare un po’ di attività fisica, ma adottare questi comportamenti e farne uno stile di vita permanente. Questo è il solo modo per ottenere risultati importanti e ridurre realmente il rischio cardiovascolare. Occorrono in questa fase forte determinazione e tanta motivazione e il nostro progetto fa leva proprio sulla possibilità di incentivare e far mantenere nel tempo tali aspetti mentali".

Lo studio si svolge in collaborazione con i medici di medicina generale, l’Arma dei Carabinieri, i servizi di Diabetologia e di Radiologia dell’ospedale di Chieti, la sezione di Psicologia sociale dell’Università, il Centro universitario di Medicina dello Sport, il Centro Aska salute di Chieti e il laboratorio di analisi Alto Sangro di Lanciano.

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