Salute

Neuropatia: il dolore si cura mangiando meno, anche la d'Annunzio nel team di studio

Secondo la ricerca finanziata dal Ministero della salute alla quale hanno partecipato le università di Chieti e di Milano, il ridotto apporto calorico rappresenta un potente stimolo metabolico che attiva il meccanismo di sopravvivenza

Mettersi a dieta, diminuendo la quantità di calorie, può di attivare meccanismi anti-infiammatori, riducendo e prevenendo la cronicizzazione del dolore neuropatico. E' quanto ha stabilito un team di ricerca dell'Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) e della Fondazione Santa Lucia (Irccs), in collaborazione con le Università di Chieti e Milano. Lo studio, finanziato dal Ministero della salute nell'ambito dei progetti 'Giovani Ricercatori' della Fondazione Santa Lucia è stato pubblicato sulla rivista 'PlosOne' e apre la strada a nuove strategie terapeutiche non farmacologiche, in alternativa o in supporto alle cure convenzionali.

 "Nei nostri esperimenti abbiamo constatato che dopo un danno nervoso periferico al nervo sciatico, un regime dietetico con un ridotto apporto calorico giornaliero agisce come potente stimolo metabolico edattivatore di un fondamentale meccanismo di sopravvivenza e ricambio cellulare, noto come autofagia (la cellula ingloba parti di sé danneggiate)", spiega Sara Marinelli del Cnr-Ibcn, coordinatrice del progetto. I ricercatori hanno evidenziato lo stesso recupero dal dolore neuropatico anche in animali che mostrano una bassa capacità di rinnovamento cellulare.

Grazie a questo studio i ricercatori hanno raggiunto anche un altro obiettivo: "La condizione di lesione di un nervo periferico, che rappresenta di per sé una drastica alterazione dell'assetto metabolicodell'intero organismo, ci ha consentito di individuare dei marcatori biologici precoci del fenomeno, di grande utilità per valutare la prognosi della neuropatia".

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