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Medici poco trasparenti? Da oggi è possibile verificare chi ha preso soldi dalle case farmaceutiche

L’elenco completo con tutti i nomi sul sito del Codacons che ha diffidato diffidati gli ordini dei medici di Pescara e L’Aquila a obbligare camici bianchi ad informare propri pazienti circa i rapporti con aziende farmaceutiche

Da oggi tutti i cittadini residenti in Abruzzo possono verificare se il proprio medico curante ha ricevuto finanziamenti dalle aziende produttrici di farmaci. Lo fa sapere il Codacons che ha pubblicato sul proprio sito - previa iscrizione - l'elenco di nomi dei medici e delle fondazioni/università/istituti della regione che hanno avuto soldi dalle multinazionali dei farmaci. L'associazione contestualmente ha diffidato gli Ordini dei medici di Pescara e L’Aquila a obbligare camici bianchi ad informare propri pazienti circa i rapporti con le aziende farmaceutiche.

Spiega il Codacons:

"I finanziamenti che, pur essendo forse pienamente legittimi, devono essere chiaramente dichiarati, comprensivi delle loro finalità, in modo da garantire piena trasparenza agli utenti. In tal senso abbiamo deciso di diffidare gli Ordini dei medici provinciali affinché dispongano in capo ai camici bianchi della regione l’obbligo di indicare all’interno dei propri studi tutti i rapporti con le aziende farmaceutiche, esponendo appositi cartelli volti ad informare i pazienti circa i legami con le multinazionali dei farmaci. E chiederemo alla Guardia di Finanza di verificare se tali entrate siano state regolarmente dichiarate ai fini fiscali.

Ciò nel rispetto del Codice etico dei professionisti e allo scopo di garantire piena trasparenza ai cittadini i quali – afferma ancora il Codacons - quando si rivolgono ad un medico e ricevono ricette per l’acquisto di farmaci, devono poter conoscere i rapporti esistenti tra lo stesso professionista e le aziende che producono i medicinali da lui prescritti".

Sul sito dell'associazione, dunque, gli abruzzesi possono intanto verificare se il proprio medico curante ha ricevuto finanziamenti dall’industria del farmaco.

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