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Laboratorio unico analisi: Asl pronta, hub a Chieti

Una rete di laboratori e un capofila si suddivideranno l'attività diagnostica. Il progetto è stato già approvato dal Collegio di direzione dell’Azienda e condiviso con l’università d’Annunzio

La Asl Lanciano Vasto Chieti verso il laboratorio unico. L'obiettivo dell'Azienda Sanitaria è aggregare in tempi brevi in un’unica organizzazione il laboratorio analisi, l’anatomia patologica e il centro trasfusionale.

Un cambiamento organizzativo con il quale la Asl intende ottimizzare i servizi e i costi a carico dei cittadini. "Le emergenze saranno garantite senza penalizzare gli ospedali, nei quali saranno conservate le attività ordinarie a supporto dei reparti. Ogni presidio ospedaliero conserverà l'attività diagnostica di laboratorio, ma proporzionata alle esigenze cliniche". 

Il progetto di questa riorganizzazione consiste nel creare una rete di laboratori con un (hub) capofila a Chieti e un altro gruppo di laboratori satelliti (spoke) di Ortona, Lanciano e Vasto che si dovranno suddividere l'attività diagnostica dei pazienti che afferiscono alla Asl.

Il progetto è stato messo a punto dalla Direzione aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti, approvato dal Collegio di direzione dell’Azienda, già passato al vaglio dei sindacati e condiviso con l’università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. A studiarlo sono stati Fulvio Moirano, già direttore dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), e Guglielmo Bracco, esperto di Medicina di laboratorio.

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"Il laboratorio analisi è l'unica attività sanitaria nella quale non si deve muovere il paziente, ma si muove il sangue - spiega Fulvio Moirano - l'industria ha prodotto macchine sempre più sofisticate. L'accentramento non configurerà un depauperamento, perchè alcune attività necessarie resteranno negli ospedali. Per gli esami che hanno tempi di risposta più lenti come l'allergologia, non cambierebbe nulla".

"Lo scopo principale - prosegue Bracco - è garantire una continuità assistenziale in tutte le sedi di ricovero, facendo proprio una organizzazione che consenta di ottenere anche delle ottimizzazioni di locali, risorse strumentali. Questo vuol dire creare un accentramento di alcune attività diagnostiche soprattutto nell'hub, le attività diagnostiche non urgenti potranno sopportare un viaggio di un'ora con mezzi idonei".

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