Salute

L'ospedale di Chieti ha il primato dei bypass in Abruzzo: tutti i dati sulla salute del cuore

Il portale www.doveecomemicuro.it ha diffuso un'indagine sulle strutture sanitarie italiane, in occasione del World Heart Day, la giornata mondiale del cuore, che ricorre sabato 29 settembre

L’ospedale Santissima Annunziata di Chieti è il primo in Abruzzo sulle 18 strutture accreditate per numero di ricoveri annuali per infarto miocardico, 586 in un anno. Seguono lo Spirito Santo di Pescara (558), l’ospedale Mazzini di Teramo (450), il presidio di Avezzano Santi Filippo e Nicola (360) e il San Salvatore dell’Aquila (312). 

In Abruzzo il valore di riferimento ministeriale di minimo 100 ricoveri l’anno è rispettato dal 50% delle strutture. L’ospedale di Pescara, oltre a vantare alti volumi, mantiene anche una bassa mortalità a 30 giorni dal ricovero (che deve mantenersi inferiore all’8%) e un’alta percentuale (che deve mantenersi superiore al 45%) di pazienti sottoposti a Ptca (angioplastica coronarica percutanea transluminale) entro 48 ore dal ricovero (n° interventi: 558, mortalità a 30gg: 7,93%, PTCA entro 48h: 55,89%). È l’unica struttura a rispettare tutti e 3 questi valori di riferimento, pari al 6% delle strutture che effettuano questo tipo di ricovero.

Questi i dati più significativi diffusi da www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, diffusi in occasione del World Heart Day, la giornata mondiale del cuore, che ricorre sabato 29 settembre. Il portale ha realizzato un’indagine sugli ospedali più performanti per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto e per numero di interventi per bypass aortocoronarico, angioplastica coronarica e aneurisma dell'aorta addominale non rotto, basandosi sui dati Pne 2017. 

Ne è emerso che, in Italia, soltanto un ospedale accreditato su due rispetta lo standard minimo per volume di ricoveri per infarto miocardico acuto, ossia 100 ogni anno; 1 su 4 quello per numero di interventi di bypass aortocoronarico e aneurisma dell'aorta addominale non rotto; 6 su 10 raggiungono invece la soglia minima di interventi di angioplastica coronarica.

Su questo fronte, l’ospedale teatino scivola al terzo posto con 324 interventi su nove strutture accredito, mentre al primo c’è quello di Pescara (719), seguito da Teramo (513). Il valore minimo è di 250 interventi, rispettato dal 44% delle strutture.

Per quanto riguarda l’aneurisma dell'aorta addominale non rotto, nessuna delle sei strutture accreditate rispetta il valore di riferimento. 
L’ospedale teatino conserva invece il primato per gli interventi chirurgici di bypass aortocoronarico, essendo l’unica delle due strutture accreditate ad effettuare almeno 200 interventi l’anno, raggiungendo quota 215. Inoltre, mantiene una  bassa mortalità a 30 giorni dall’intervento: segnando quota 1,09%, entro il valore massimo di 1,15%. 

Ma perché è così importante che un ospedale rispetti gli standard minimi? lo spiega Antonio Bartorelli, responsabile della Cardiologia Interventistica del Centro Cardiologico Monzino IRCCS, di Milano:

C’è una correlazione diretta tra il numero degli interventi annui, gli esiti positivi e la riduzione delle complicanze. 

Aggiunge Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del Comitato Scientifico di www.doveecomemicuro.it:

Altri indicatori da guardare sono la percentuale di pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica transluminale percutanea (Ptca) entro 48 ore dal ricovero per infarto miocardico acuto e la mortalità a 30 giorni.

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