Martedì, 18 Maggio 2021
Salute

Sanità: nella Asl teatina mancano 622 unità, le aree interne le più penalizzate

L'analisi della Cigl: in Abruzzo mancano 2.177 unità, con una percentuale media di mancanza di personale stimabile intorno al 13,38%

Nella sanità abruzzese il personale è sotto di  2177 unità: è quanto denuncia la  Cgil regionale. Dall’analisi dei dati raccolti dal sindacato emerge una carenza di personale in tutte le quattro Asl provinciali, determinate come di seguito: Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila 4053 unità lavorative, Asl Pescara 3449 unità lavorative, Asl Teramo 3558 unità lavorative, Asl Lanciano-Vasto-Chieti 5215 unità lavorative. Rispetto a questi dati il personale in servizio è rispettivamente per L’Aquila 3354 unità con 699 unità lavorative carenti (-17,25%), Pescara 3158 con 291 unità carenti (-8,44 %), Teramo 3043 con 515 unità carenti (-14,47%) e Chieti 4543 con 672 unità carenti (-12,89%), con una percentuale media di mancanza di personale stimabile intorno al 13,38% riferita alla dotazione di personale. La provincia dell’Aquila risulta essere la più penalizzata, seguita da quella teatina.
A compensare parzialmente tale carenza si è ricorso in questi anni a centinaia di contratti di lavoro precari, che in molti casi vengono prorogati mese per mese, privando gli stessi lavoratori di certezze di continuità lavorativa.

Il dato della Cgil diviene ancor più allarmante se osserviamo l’estensione territoriale delle quattro provincie, il numero degli abitanti e la densità di popolazione. Infatti la provincia dell’Aquila ha un’estensione di 5047 km2 con una popolazione pari a 300.409 abitanti e una densità di 59,52 abitanti/km2 per 108 comuni; Pescara si estende per 1230 km2 con una popolazione di 319.936 abitanti e una densità di 260,04 abitanti/km2 per 46 comuni; Teramo ha un’estensione di 1958 km2 con una popolazione di 308.631 persone e una densità di popolazione di 157,92 abitanti/ km2 per 47 comuni; Chieti si estende per 2599 km2 con una popolazione di 387.649 abitanti e densità di 149,12 abitanti/km2  per 104 comuni. Se rapportiamo il dato sul personale in servizio alla vastità territoriale risulta per l’Aquila 0,66 unità lavorative per km2, per Pescara 2,56 unità/km2, per Teramo 1,55 unità/km2, per Chieti 1,74 unità/km2. Si determina pertanto uno stretto legame tra sistema sanitario/assistenziale e la rete di collegamento tra i territori, carenti entrambi di una prospettiva di investimenti e sviluppo.

Personale over 50

Il sindacato evidenzia inoltre che in Abruzzo circa il 50% del personale assunto nelle quattro Asl, in tutte le categorie professionali, ha un’età media compresa tra i 50 e i 64 anni: condizione che è il risultato del blocco delle assunzioni volute dai governi degli ultimi 10 anni e dal piano di rientro della Regione Abruzzo. “A quanto pare – sottolinea in una nota la Cgil Abruzzo - per la nostra Regione contano più le dinamiche di bilancio che non una politica di maggiore occupazione e di servizi prestati alla collettività. In sanità non serve una politica di contenimento della spesa ma sono necessari investimenti, soprattutto in un’ottica di integrazione ospedale-territorio ad oggi gravemente carente. Conseguenza di tale situazione è certamente la continua violazione delle norme sui riposi obbligatori, il ricorso inappropriato al lavoro straordinario, il concreto rischio di demansionamento per il personale che deve garantire diverse attività non proprie della categoria di appartenenza, l’aumento delle liste di attesa per i cittadini, l’aumento della mobilità passiva verso altre regioni con conseguente aumento di spesa a carico dei malati e dei contribuenti”. 
 

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