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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Salute

A Chieti un ambulatorio ostetrico dedicato alle future mamme positive al Covid 19

Le pazienti sono ospitate in stanze con norme di sicurezza adeguate, dove vengono gestite in particolare le problematiche internistiche che la patologia manifesta anche in gravidanza

La vita va avanti, nonostante la pandemia. Così, i professionisti sanitari delle unità operative di Ostetricia e Ginecologia della Asl Lanciano Vasto Chieti, si trovano a dover aiutare a partorire anche alcune pazienti positive al Covid 19. 

A gestirle, in particolare, è l’ambulatorio per le gravidanze a rischio dell’ospedale di Chieti, dove operano i ginecologi Barbara Matarrelli, Alessandra Ricciardulli, Luciano Di Tizio e Claudio Celentano, responsabile aziendale per la Diagnosi prenatale, insieme a medici specializzandi, ostetriche, infermieri e operatori socio sanitari dedicati.

Grazie alla collaborazione dell’équipe di Malattie infettive, nell’unità operativa diretta da Jacopo Vecchiet sono stati posizionati ecografo e cardiotocografo utilizzati da ginecologi e ostetriche per visitare le pazienti positive. Nei giorni scorsi, è stata eseguita un’ecografia morfologica su una paziente della provincia di Pescara e ne è stata visitata un’altra proveniente dalla Asl di Teramo, già ricoverata per sintomatologia respiratoria proprio nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Chieti. 

"Insieme alla specializzanda Sara Tinari e all'infermiera Cinzia Bene - racconta Claudio Celentano - abbiamo eseguito i controlli su entrambe le pazienti, comunicando direttamente ai loro ginecologi di riferimento i dati per il referto. I controlli in gravidanza non possono essere rinviati ed esami come, per esempio, l’ecografia morfologica e la traslucenza nucale vanno eseguiti in tempi adeguati". 

Le pazienti positive a Covid-19, sintomatiche e sottoposte a ricovero, sono ospitate in stanze specifiche, con norme di sicurezza adeguate. In quella sede vengono gestite in particolare le problematiche internistiche che la patologia manifesta anche in gravidanza. 

"Diversa è la gestione delle pazienti asintomatiche - spiega ancora Celentano - e di quelle che, dopo la regressione della sintomatologia, vengono gestite al domicilio, ma che dal punto di vista infettivologico rappresentano ancora un rischio per operatori e persone con le quali vengono a contatto. L'ambulatorio per le gravidanze a rischio non ha mai sospeso l’attività, spalmata su orari rigidi al fine di non affollare gli ambienti, grazie all’impegno dell'infermiera Cinzia Bene e dell'ostetrica Teresa Razzetti che hanno contattato decine di pazienti per diluire le visite e identificare le pazienti con patologia ostetrica e associato rischio infettivologico".

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