"A mano a mano" il progetto che aiuta malati di Alzheimer e familiari

Il lavoro è stato messo a punto dalla Onlus SocialFrentanoSangro di Lanciano ed è stato presentato questa mattina da Luigi Lauria, coordinatore dell'associazione, e da Libera Liana Diana, psicologa e psicoterapeuta

“A mano a mano” è il progetto che viene incontro ed aiuta chi é affetto da Alzheimer o demenza senile. Una serie di attività e servizi anche per i familiari dei malati. ll progetto prenderà il via il prossimo 23 giugno, con una giornata informativa che si svolgerà nella sede della onlus SocialFrentanoSangro, ideatrice del progetto, in via per Fossacesia 168, a Lanciano. 

Il lavoro è stato presentato questa mattina da Luigi Lauria, coordinatore dell'associazione, e da Libera Liana Diana, psicologa e psicoterapeuta.

“L'obiettivo – ha spiegato Luigi Lauria – è quello di diventare un punto di riferimento e sostegno per quanti sono affetti da demenza e da Alzheimer e per le loro famiglie che, quasi sempre, si ritrovano da sole e non sanno come affrontare la malattia e rapportarsi con il paziente”.

Previste una serie di attività volte ad incrementare le conoscenze sugli  aspetti medici e psicologici della malattia. Saranno messe in atto azioni per accrescere le competenze gestionali e la comunicazione, fornendo gli strumenti teorico-pratici per affrontare la malattia e i cambiamenti che ne derivano. Sarà aiutato, inoltre, chi gestisce il paziente, a riconoscere e ad accettare i cambiamenti e a comprendere il proprio ruolo; ad informarsi e ad orientarsi rispetto alle risorse, ai servizi, ai centri e alle attività che il territorio offre.

“In una prima fase – fa presente Libera Liana Diana – ci saranno incontri informativi e psicoeducativi, dove esperti illustreranno, ad esempio, le caratteristiche dell'invecchiamento; le peculiarità cognitive, emotive e comportamentali della persona con demenza; i cambiamenti nella percezione di sé, del proprio ruolo e della relazione con l'anziano; le strategie di gestione di comportamenti problematici e della quotidianità; la rete territoriale esistente. Successivamente saranno creati gruppo di mutuo aiuto, basati sull’idea dello scambio di un sostegno reciproco tra famiglie che vivono stesse situazioni di vita e stessi disagi”

Prevista anche una serie di appuntamenti mirati per i singoli.

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“Oganizzeremo – continua Libera Diana, incontri  individuali, come aiuto psicologico, e, soprattutto, sessioni di stimolazione cognitiva per i pazienti, ossia esercizi volti a mantenere le abilità residue e a stimolare quelle carenti”.

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