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Vaccini ai magistrati, Marsilio difende la corsia prioritaria: "Non tolgono nulla agli altri"

Il governatore interviene sulla polemica legata alla priorità riservata dal piano regionale agli operatori di giustizia ricordando che a questi ultimi toccherà il vaccino AstraZeneca, "e non quello che si dà agli ultraottantenni o alle persone fragili"

Per il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio vaccinare il personale di giustizia "nulla toglie ad ultraottantenni e categorie fragili poichè si tratta di farmaci diversi". Il governatore interviene così sulla polemica legata alla priorità riservata dal piano regionale somministrazioni a magistrati e personale di cancelleria e difende la decisione della Regione.

"Le categorie che si è detto di vaccinare - dichiara Marsilio all'Adnkronos - comprendono gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria. Su questa base il presidente del tribunale e il procuratore della Repubblica, quindi non persone qualunque, segnalano di far parte di questa categoria e ci forniscono un elenco di qualche centinaio di soggetti che comunque non tolgono nulla agli anziani perché il vaccino che abbiamo somministrato e che si somministra a queste persone, AstraZeneca, non è quello che si dà agli ultraottantenni o alle persone fragili".

La questione, però, sta destando perplessità anche  tra l'avvocatura abruzzese secondo la quale l'iniziativa regionale "antepone la tutela di pochi a quella dei più fragili, quali gli anziani ed i portatori di gravi patologie".  

Per Marsilio, invece, la vaccinazione degli operatori di giustizia può essere fatta in parallelo con anziani e pazienti fragili. "La vaccinazione di questa categoria - afferma - non ha tolto nulla né fatto ritardare di un minuto la vaccinazione delle altre categorie che procede con un altro vaccino".

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