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Ufficio Casa nel caos, Riccardo (Pd): emergenza creata ad arte?

Dalla segreteria cittadina del Partito Democratico Riccardo interviene nuovamente sull'emergenza abitativa che affligge la città: "Si ha come l'impressione che con questo immobilismo si stia tentando di utilizzare la concessione di un diritto come merce di scambio per l'imminente campagna elettorale"

Caos all'Ufficio Politiche Abitative del Comune di Chieti con decine di famiglie bisognose di alloggio. Nello specifico sono 150 le richieste d'alloggio per l'Emergenza abitativa, a queste "si aggiungono i 50 casi di famiglie in possesso di tutti i requisiti necessari all'inclusione in graduatoria, ma escluse ingiustamente per via di clamorosi abbagli in sede di valutazione" sottolinea Giampiero Riccardo della segreteria cittadina del Partito Democratico.

A quanto riferisce poi, la nuova dirigenza nominata dalla Giunta Comunale un mese fa non sarebbe ancora operativa, con numerose pratiche in accumulo che ritardano l'insediamento delle famiglie.

"Manca un riferimento per le richieste d'ascolto inoltrate dai cittadini-  denuncia Riccardo - a cui non è offerto alcun tipo di supporto, se non la vaghezza delle risposte fornite dagli incolpevoli impiegati preposti". E azzarda: "Mi auguro che tanta approssimazione e disordine non siano il sintomo dell'ennesima emergenza creata ad arte: si ha come l’impressione che con questo immobilismo si stia tentando di utilizzare la concessione di un diritto come merce di scambio per l’imminente campagna elettorale".

Un esempio, la domanda protocollata lo scorso 19 agosto 2014 da una coppia di coniugi teatini con figli che a causa dell’improvvisa perdita del posto di lavoro di lui e dell'inabilità al lavoro di lei (invalida all'80%) è ad imminente rischio sfratto: "Poiché essendo stati impossibilitati nel continuare a pagare il mutuo contratto con l'istituto di credito - spiega Riccardo -hanno subìto la vendita coattiva dell'immobile tramite asta giudiziaria, ma nonostante ciò, l'Ufficio Case li considera erroneamente ancora intestatari di quell'appartamento".

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