Trivelle, Sarchese: "Grave silenzio del Pd attorno al referendum"

Il Pd, attraverso il segretario nazionale, ha dato indicazione per l’astensione al referendum del 17 aprile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Il 17 aprile 2016 si terrà il referendum contro le trivelle. E ‘ gravissimo il silenzio che circonda questo importante appuntamento referendario.

Il quesito proposto da diverse Regioni, tra cui l’Abruzzo riguarda le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel mare italiano entro le 12 miglia marine dalla costa. Il quesito interessa tutti i titoli abilitativi all’estrazione e alla ricerca di idrocarburi già rilasciati e interviene sulla loro data di scadenza.

Perché occorre  votare Sì?
Perché il governo, con un emendamento alla legge di Stabilità 2016 (che modifica il decreto legislativo 152/2006) ha vietato tutte le nuove attività entro le 12 miglia marine, ma ha mantenuto i titoli già rilasciati prevedendo che essi possano rimanere vigenti “fino a vita utile del giacimento”.
La legge in materia prevedeva che le concessioni di coltivazione avessero una durata trentennale (prorogabile attraverso apposita richiesta per periodi di ulteriori 5 o 10 anni) e i permessi di ricerca una durata di 6 anni (con massimo due proroghe consentite di 3 anni ciascuna); con questa modifica alla legge di Stabilità i titoli già rilasciati entro le 12 miglia dalla costa (e soltanto questi) non hanno più scadenza.

Nel nostro mare, entro le 12 miglia, ci sono ad oggi 35 concessioni di estrazione di idrocarburi (coltivazione). Tre di queste sono inattive, una è in sospeso fino alla fine del 2016, cinque erano non produttive nel 2015. Le altre 26 concessioni, che sono produttive, sono distribuite tra il mare Adriatico, il mar Ionio e il canale di Sicilia, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi. E’ importante ricordare  che mettere una scadenza alle concessioni date a società private, che svolgono la loro attività sfruttando beni appartenenti allo Stato, non è una fissazione delle associazioni ambientaliste o dei comitati, ma è una regola comunitaria.
L’aspetto preoccupante è che il PD attraverso il segretario nazionale ha dato indicazione per l’astensione. Occorre un inversione di tendenza dal basso e poiche’ l’argomento  interessa direttamente il nostro territorio che ha fatto battaglie e organizzato mobilitazioni contro Ombrina è importante che si diano dei segnali che vadano nella direzione opposta, soprattutto nell’ambito del Partito Democratico, dove in molti non sono affatto d’accordo su questa posizione astensionistica.
Sicuramente è da riconoscere il merito a questo governo di aver bloccato Ombrina Mare , ma occorre essere coerenti fino in fondo.
Positiva è la presa di posizione della Direzione Regionale Abruzzo PD che quantomeno invita al voto anche se non da indicazioni per il SI.

Da ciò faccio un appello affinchè si convochi un assemblea degli iscritti PD di Lanciano  che possa prendere una posizione su questo tema e  almeno in ambito locale si attivino iniziative per invitare i cittadini ad andare a votare e votare SI all’abrogazione di questa norma che consente lo sfruttamento senza limiti di tempo dei giacimenti petroliferi presenti entro le 12 miglia dalla costa. E che l’amministrazione comunale si esprima in merito per il SI.
L’importanza è legata anche all’aspetto politico della questione poiche’ adesso che le battaglie  sono state fatte da altri,  il centro-destra  si è gia’ schierato per il si al referendum strumentalizzando la questione sul fatto che  il PD e il suo leader si schierino per l’astensione.

                                Tommaso Sarchese(ECODEM)
 

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