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Trasferito a Pescara l'ufficio provinciale di caccia e pesca

Sul portone lungo corso Marrucino un avviso agli utenti. Febbo e Vitale: "Continua nel silenzio la demolizione di Chieti"

Chiuso e trasferito a Pescara anche l’ufficio provinciale di caccia e pesca, al secondo piano del palazzo della Provincia. Sul portone su corso Marrucino una scritta su un foglio avverte gli utenti che l’attività dell’ufficio è momentaneamente sospesa per via del trasferimento in corso. A segnalarlo il consigliere regionale Mauro Febbo e il consigliere comunale e provinciale Emiliano Vitale.

“Ancora un abuso, ‘d’ufficio’, sulla città di Chieti – dichiara Mauro Febbo, denunciando  l’ennesima soppressione da parte della Regione in complicità con la Provincia, dopo il nefasto riordino sanitario privato e pubblico, l’abbandono economico e la cattiva gestione delle Case di riposo di Chieti, i ritardati finanziamenti alla cultura come per il teatro Marrucino, gli uffici provinciali dell’ambiente trasferiti a Pescara, la sede ex Arpa, ora Tua sempre trasferiti a Pescara,  il Ciapi mortificato, l’università sradicata dalla città di Chieti, gli inesistenti finanziamenti per Chieti per le frane, le promesse ancora non mantenute sugl’interventi per il territorio cittadino riguardo al dissesto idrogeologico pregresso, per non parlare del 'capriccio' Dalfonsiano del nuovo ospedale con un irrealizzabile project financing.

Ora un altro importante ufficio provinciale viene chiuso e spostato a Pescara, senza nessuna concertazione con gli enti interessati: un ufficio che riveste, non solo un ruolo amministrativo, per l’indotto che genera in termini di microeconomia con gli utenti (tra cacciatori, pescatori e raccoglitori di funghi parliamo almeno di 9.000 persone) ma anche per la storicità della funzione dell’ufficio stesso che racchiude una tradizione storica del più grande territorio provinciale della regione. Prima di procedere a siffatta sciagurata decisione, sarebbe stato opportuno che la regione interpellasse provincia  e comune  come d’altronde si sarebbe dovuto fare per altre future destinazioni di uffici  come quello dell’ambiente e della sede della Tua, - conclude Febbo - per chiedere disponibilità logistica al fine di lasciare queste attività in città. Ma ancor più grave è che solo l'ufficio provinciale di Chieti viene chiuso e trasferito (a Pescara) mentre per Teramo, L'Aquila ed ovviamente Pescara restano dove sono, così come accaduto per l'Ufficio Ambiente, una condotta inqualificabile è intollerabile".
 
“La misura è stracolma, - incalza il consigliere comunale e provinciale Emiliano Vitale – mi tacciano e ci tacciano di essere campanilisti, ma diversamente non si può essere se questo è l’atteggiamento della politica regionale che predilige in tutto e per tutto una sola città e quando ogni giorno ci si sveglia, ti manca un pezzo, ti strappano qualcosa che è della città da sempre ed in nome, l’ho sempre detto  e lo ripeto, di un “aborto politico” del 2012,sempre targato Pd, con il “riordino delle province” – continua Vitale – che a questo punto, dopo la bocciatura del referendum, bisognerebbe valutare se costituzionalmente è ancora valido riorganizzare così le devoluzioni amministrative. Quesito che girerò ad uno o più  legali.  Mi rivolgo ai miei colleghi consiglieri comunali di minoranza del Pd – conclude Vitale - dove siete ? Ma non avete il coraggio di alzare la voce ? Questa è Chieti!”.
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