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Dietrofront sulla tassa di soggiorno, la maggioranza: "Vogliamo studiare un regolamento specifico"

In Consiglio rinviato il confronto sulla tassa di soggiorno. Di Primio: "Andrebbe a finanziare la spesa degli eventi"

Il Consiglio comunale approva l’assestamento di bilancio 2017/2019 e rinvia il confronto sulla tassa di soggiorno che già aveva provocato polemiche tra i consiglieri, ma anche tra varie categorie professionali e semplici cittadini.

In riferimento alla presa d'atto "Delibera Corte dei Conti Sezionè Regionale di Controllo per l'Abruzzo n.104/2017/PRSE.Provvedimenti" i capigruppo di maggioranza Stefano Rispoli, Roberto Melideo, Diego Costantini, Mario De Lio, Graziano Marino, Franco Di Pasquale e Marco Di Paolo spiegano di aver ritenuto opportuno modificare la stessa con un emendamento su due punti: tassa di soggiorno e controllo della spesa. “In  relazione al controllo della spesa  – fanno sapere - è conditio sine qua non verificare la congruità di tutti gli affidamenti e delle attività di entrambe le partecipate, al fine di ottimizzare i costi migliorando la qualità dei servizi erogati.

Per quanto concerne, invece, l'inserimento della tassa di soggiorno riteniamo, vista l’importanza dell'imposta che va a finanziare il settore turistico-culturale, studiare un regolamento specifico per far si che le risorse da mettere a disposizione al settore, servano effettivamente alla città di Chieti sia per garantire maggiori servizi a chi vi soggiorna e sia per migliorare l'attrattività della nostra città. La decisione di riviedere tale provvedimento è scaturita anche da un confronto fra Consiglio Comunale, giunta e sindaco. Questa nuova imposizione non può essere intesa solo come un mero strumento per fare cassa”.

Dalle parole del sindaco emerge un chiaro intento a voler andare avanti con questo strumento di finanziamento al pari di tante città italiane. Per Di Primio  la tassa di soggiorno sarebbe un’entrata valida nelle casse del Comune che andrebbe a finanziare la spesa degli eventi: “Tengo a precisare, siccome ne ho sentite diverse in questi giorni, che non è una tassa sui cittadini e nemmeno sui turisti in senso stretto, visto che il 95% di afflussi in città è dovuto ad una utenza business".

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