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Striscioni e ‘sacchi di denaro’, protesta di CasaPound contro il rincaro della Tari

Protesta del movimento CasaPound Italia per l'aumento del 6% della Tari deliberato dal Comune di Lanciano a seguito della vicenda relativa all'avvicendamento delle ditte incaricate della nettezza urbana nella città frentana

LANCIANO – Protesta del movimento CasaPound Italia per l’aumento del 6% della Tari deliberato dal Comune di Lanciano a seguito della vicenda relativa all’avvicendamento delle ditte incaricate della nettezza urbana nella città frentana. Uno striscione con la scritta ‘Rifiuti: lancianese paga e Tari' e sacchi dell’immondizia con sopra il simbolo dell’Euro sono stati posti per le vie cittadine, a simboleggiare la spesa aggiuntiva cui andranno incontro i cittadini lancianesi nel 2015.

“A dispetto dei proclami sulla riduzione delle tasse nel 2015, i lancianesi dovranno pagare una TARI maggiorata per l’incredibile vicenda che ha visto coinvolte l’amministrazione comunale e le ditte appaltatrici del servizio di nettezza urbana”. Così Nico Barone, responsabile lancianese CPI, in una nota. “Nell’avvicendamento delle due ditte, la Rieco e la Camassa, deliberato da una sentenza del Consiglio di Stato – continua Barone – la Rieco ha consegnato i mezzi per la raccolta in condizioni tali da essere totalmente inutilizzabili, costringendo il Comune a spendere 100.000 euro per la manutenzione straordinaria, e 135.000 per l’affitto di nuovi mezzi. Nel frattempo, la raccolta dei rifiuti ha subito un arresto, con grave danno per la cittadinanza”.

“Appoggiamo pienamente la decisione del Comune di avviare una causa legale contro la Rieco per l’accaduto – conclude il responsabile lancianese CPI – ma non possiamo non chiederci se con una maggior vigilanza da parte dell’amministrazione non si sarebbe potuta evitare questa assai spiacevole situazione, che si tradurrà di fatto in un ulteriore aumento delle tasse per le famiglie lancianesi in un momento di difficoltà per l’economia cittadina”.

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