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Stipendi di sindaco e assessori, accesso agli atti del centrodestra: "È stata versata la quota per il sociale?"

Nei giorni scorsi la polemica era iniziata con la presentazione di una mozione a firma di Udc, Lega e Fratelli d'Italia

Il capogruppo dell'Udc De Lio

Dopo le polemiche e la mozione, scatta la richiesta di accesso agli atti sugli stipendi di sindaco e assessori. A presentarla sono i capigruppo di Udc, Lega e Fratelli d'Italia, Mario De Lio, Mario Colantonio e Carla Di Biase. 

Nel dettaglio, chiedono di sapere "se risultano effettuati versamenti da parte del sindaco, dei componenti della giunta municipale e del presidente del consiglio comunale sul conto corrente bancario Chieti Sostiene e, in caso affermativo, il relativo estratto conto". 

Inoltre, vogliono sapere se "gli impegni che il sindaco sostiene di onorare ogni mese, unitamente alla giunta ed al presidente del consiglio comunale per la solidarieta?, sono tracciabili nella contabilita? comunale e, conseguentemente, se risultano atti concreti di devoluzione a finalita? di solidarieta? degli stessi". Chiedono di "conoscere se esistono atti amministrativi emessi in favore della campagna di screening di massa finanziati con il cosiddetto fondo economico di solidarieta? fornito" dagli amministratori e il relativo importo. E, infine, "l’ammontare degli importi, quale parte delle indennita? dei consiglieri comunali, la tracciabilita? amministrativa degli stessi e la relativa devoluzione per finalita? sociale supportata da atti, relativamente alle mensilita? conferite di dicembre 2020, gennaio e febbraio 2021".

Dopo la mozione dei consiglieri di centrodestra, sindaco, assessori e maggioranza avevano spiegato che la destinazione di una parte delle indennità è "una pratica che l’amministrazione ha adottato sin dal suo insediamento, arrivando anche ad autotassarsi per sostenere spese a vantaggio della città". 

Inoltre, avevano contrattaccato, chiedendo di non fare "demagogia su affermazioni false, attaccando la dignità delle persone e raccontando alla città una storia diversa per riconquistare la fiducia perduta, perché gli impegni che abbiamo preso verso la parte di comunità più esposta all’emergenza sociale ed economica, vengono onorati ogni giorno con il nostro lavoro e ogni mese con la nostra solidarietà". 

Avevano infine puntualizzato che "la liberalità del governo cittadino e dei consiglieri di maggioranza ha reso possibile un cospicuo contributo alle spese di realizzazione degli screening di massa per l’acquisto di materiale utilizzato per le tutte le campagne effettuate in città fino ad oggi. All’autotassazione a favore della comunità si è, inoltre, aggiunta anche la partecipazione materiale come volontari per l’accoglienza e la registrazione della cittadinanza, affinché non mancasse il capitale umano necessario al buon esito della campagna".

"Ci chiediamo, invece - avevano accusato a loro volta - se di gara di solidarietà si parla, dove siano finite le quote precedenti, quelle della prima emergenza, accantonate in un conto che avrebbe dovuto rinfrancare persone in difficoltà, ma che ci risulta sia arrivato solo in parte alle famiglie toccate dalla pandemia”.

Lo scorso 26 febbraio, il capogruppo Udc De Lio aveva già presentato una prima richiesta di accesso agli atti, rimasta inevasa. 

E oggi, dopo le parole del sindaco, i consiglieri accusano il sindaco Diego Ferrara di non aver risposto a quanto da loro contestato, ossia la mancata riduzione del 7% delle indennità che sarebbero state destinate al sociale. 

Oltre che a sindaco, segretario generale e presidente del consiglio comunale, la richiesta di accesso agli atti è stata presentata anche al prefetto. 

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