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Sovracanoni ai piccoli Comuni: rigettato il ricorso di Acea

Il capogruppo M5S Marcozzi: "Siamo contenti di questa prima vittoria. Speriamo che acea paghi immediatamente quanto dovuto ai Comuni"

Il tribunale regionale delle Acque Pubbliche ha rigettato il ricorso presentato dalla società Acea sui sovracanoni Bim dovuti ai piccoli comuni abruzzesi delle aree interne. Ne dà notizia Sara Marcozzi, capogruppo regionale M5S ricordando l'interpellanza dello scorso aprile al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. "Chiedevamo se e quando la Regione avrebbe diffidato, come peraltro previsto dal regolamento regionale, la società Acea al pagamento degli arretrati dei sovra canoni BIM ai piccoli comuni - spiega la consigliera - Il M5s aveva sollevato la questione dei crediti maturati, 9 milioni in complessivo e quasi quattro milioni di euro solo per le annualità 2013 e 2014, dai 60 Comuni abruzzesi e molisani appartenenti al Bacino Imbrifero Montano del Fiume Sangro nei confronti di Acea spa". 

La Regione Abruzzo, dopo un paio di giorni dal deposito dell'interpellanza, aveva diffidato Acea a pagare entro 30 giorni quanto dovuto per l'utilizzo delle acque nell'impianto idroelettrico di Sant'Angelo, pena la decadenza della concessione.

Acea spa, contro tale diffida, aveva proposto ricorso d'urgenza dinanzi il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello di Roma coinvolgendo i 60 Comuni creditori con lo scopo di far dichiarare come non dovuti i sovracanoni che gli stessi Comuni potrebbero utilizzare per opere ed infrastrutture in favore dei loro territori e dei loro cittadini.

“Sono felice che il Tribunale delle Acque abbia cristallizzato un concetto che per noi era chiarissimo - commenta Sara Marcozzi -ringrazio tutti quei Sindaci, in particolar modo, il Sindaco del Comune di Fallo che non si sono voluti piegare alle prepotenze del colosso Acea nè alla inerzia della regione mettendo avanti a tutto l'interesse delle loro comunità. Auspico che anche quegli amministratori locali che sin ora sono restati inspiegabilmente a guardare, si attivino per recuperare quanto dovuto attraverso i decreti ingiuntivi”. 

Si tratta di somme elevate che i Comuni, che negli ultimi due anni hanno subito drastici tagli dal governo Renzi, potrebbero destinare a interventi infrastrutturali che da anni attendono di essere eseguiti, somme importanti: Alfedena (AQ) € 295.000, Ateleta(AQ) € 279.000, Barrea (AQ) € 545.000, Castel di Sangro (AQ) € 401.000, Borrello (CH) € 345.000, Civitaluparella (CH) € 245.000, Civitella Alfedena (AQ) € 233.000, Fallo (CH) € 171.000, Fara S. Martino (CH) € 225.000, Gamberale (CH) € 206.000, Lettopalena (CH) € 171.000, Palena (CH) € 472.000, Opi (AQ) € 289.000, Montenerodomo (CH) 167.000, Pescasseroli (AQ) € 547.000, Pizzoferrato (CH) € 315.000, Quadri (CH) € 258.000, Villa S.Maria (CH) € 411.000 e tanti altri piccoli comuni ai quali farebbero comodo tali disponibilità. "Confidiamo a questo punto in un pagamento spontaneo di Acra, se così non fosse, continueremo a supportare i piccoli comuni e quei sindaci che agiscono solo interesse dei cittadini abruzzesi" conclude Marcozzi.

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