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Martedì, 16 Aprile 2024
Politica

"Sono a sostegno della marcia per l'agricoltura": Creati (Italexit) si schiera con il Comitato Bonifica Sostenibile

Il segretario Marius Creati manifesta il pieno appoggio politico e umanitario

Italexit Per L’Italia si schiera a favore della mobilitazione generale per la marcia per l’agricoltura "precedentemente a sostegno di Comitato Bonifica Sostenibile con l'intento di manifestare il nostro pieno appoggio politico e umanitario".

"La terra è nostro cibo - attacca Marius Creati - in quanto è nostro fondamento di vita. Impossibile negare l’evidenza degli ultimi decenni attraverso cui c’é chi sembra essersi smarrito nel fosco di ideologie schierate dalla parte di una scienza dell’alimentazione che di nutritivo, nel senso della salubrità di ciò che ingeriamo, ha ben poco mentre appare coadiuvato per nuovi stilemi di vita alimentare tutt’altro che indispensabili. Il nostro prodotto agrario, il nostro cibario per antonomasia va tutelato a prescindere e tutto ciò che nuoce alla sopravvivenza del cibo minaccia l’incolumità alimentare della collettività. Perché la morte dell’agricoltura, sinonimo della morte del genuino nutrimento, è un problema che riguarda anche noi.
 
Tutto nasce dalla terra, - continua Creati - anche l’uomo è sua progenie. Bonifica sostenibile e vari manifestanti del mondo agrario, tra agricoltori e coltivatori, esprimono la loro riprovazione sulle tipologie di attacco all’agricoltura, che dalla scienza incline passando per le politiche avverse arriva fino ai pedaggi dei consorzi di bonifica, tra vessazioni ideologiche e tassative che spingono gli imprenditori ad abbandonare le coltivazioni, per esubero di costi avversi e assoluta mancanza di tutela sindacale o legale, di cui l’abbandono delle terre agrarie diventa terreno fertile dello sciacallaggio straniero per farne terra bruciata per le colture agroalimentari e aridi campi di sperimentazioni all’insegna del Green Stuff. 
 
Si preferisce pagare l’inerzia delle produttività - prosegue il coordinatore di Italexit Per L’Italia - piuttosto che tutelare lo sviluppo agro-alimentare. Non seminare! Non irrigare! Non raccogliere le primizie della terra! Non coltivare! Nuovi comandamenti dottrinali, nuovi precetti propedeutici imposti da una politica dei fraintendimenti attraverso cui il travisamento dei regolamenti di legge diventa malinteso tra continue regole vessatorie e leggi sfavorevoli incalzanti sui terreni adattabili all’agricoltura, quindi impedimenti sostanziali per gli agricoltori e scempio della libertà del sostegno alimentare. Asperità che palesano una grave perplessità che incombe sulle aziende agricole, prive di reale sostegno politico e finanziario, indice di incombenza delle attività lavorative. Padri di famiglia che temono per la sussistenza futura dei loro figli, oggi dipendenti a rischio, in assenza di terre coltivabili ereditarie al bando di ecosistemi idealizzati che nell’insieme rappresentano la vera calamità naturale della civiltà.
 
Il problema dello sbarramento all'agricoltura - conclude Creati - è un impedimento collettivo non trascurabile. Senza agricoltura, senza agricoltori che coltivano la terra non ci sarà cibo, non ci sarà vita, non ci sarà futuro. Paradossalmente nell’immaginario collettivo immaginare un avvenire nutrito dalla tecnologia ritrae l’epilogo della cultura del casereccio sinonimo di una nuova epopea alimentare, magari a base di cibo agli insetti. Tutto ciò non è permissibile! Solidali con i manifestanti, desiderosi di raggiungere obiettivi concreti con il presidente della Regione Abruzzo, noi ci aspettiamo che egli si appresti garante dell’incolumità sull’agro-alimentare abruzzese conservando l’impegno nel tempo imprescindibile, difendendo l’integrità dei valori senza remore, i valori della terra d'Abruzzo, pregio che i nostri agricoltori e coltivatori sostengono nell’impegno del lavoro nei campi, ancora garanti del sostegno nutrizionale della nostra amata regione".

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