Elezioni regionali, il sindaco di Gamberale contro la data del 10 febbraio: "Comuni montani alle prese col piano neve"

Bucci prende carta e penna e racconta i disagi che patirà un quarto del territorio regionale con il voto in pieno inverno

Alle tante voci di dissenso sulla data scelta per il rinnovo del consiglio regionale, il prossimo 10 febbraio, si aggiunge quella di Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale, paese montano del chietino, a un’altitudine di 1.343 metri sul livello del mare. 

Il primo cittadino ha scritto alla presidente della Corte d’Appello Fabrizia Ida Francabandera, al presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, al presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, per segnalare le reali difficoltà delle località interne nell’organizzare le elezioni in pieno inverno. E, chiosa:

Da parte delle istituzioni, stabilire la data del 10 febbraio 2019 ha significato l’abbandono totale delle aree interne. 

Il documento è stato inviato, per conoscenza, anche al ministro degli Interni Matteo Salvini e ai prefetti delle quattro province abruzzesi. 

Il sindaco di Gamberale si fa portavoce dei 31 comuni della regione situati al di sopra dei 1.000 metri di altezza, che nel periodo invernale vivono inevitabili disagi a causa delle condizioni climatiche. Gamberale, fra l’altro, rientra fra i 10 comuni italiani più alti, e non è difficile immaginare quale sia la situazione d’inverno per i residenti. Inoltre, in Abruzzo si contano 14 località oltre i 900 metri e 30 oltre gli 800. Ossia, il 25% del territorio regionale, abitato da 75mila persone, è montano. 

Ecco perché, Bucci chiede ai destinatari della sua missiva

se avete anche tenuto conto della territorialità che contraddistingue l’Abruzzo. Suppongo che tale attenta valutazione non sia stata da voi affrontata, altrimenti avreste scelto un’altra data. Negli ultimi anni l’Abruzzo ha subito copiose nevicate in tutta la Regione fino alla costa, ma, mentre sulla costa tali fenomeni di entità consistente possono essere considerati eccezionali e sporadici, cosa diversa è per i Comuni montani, che al 10 di febbraio saranno alle prese con i piani neve. 

Poi, Bucci illustra concretamente cosa potrebbe accadere in quei giorni. Territori bloccati dalla neve, emergenze da affrontare, strade da sgomberare, anziani, malati e bambini da tutelare e, infine, anche l’organizzazione dei seggi elettorali, inevitabilmente bloccati. Una condizione che penalizzerebbe anche i candidati, che non potranno condurre una campagna elettorale capillare nel territorio, essendo bloccati dal gelido inverno di quelle zone. Aggiunge il sindaco di Gamberale: 

A mio avviso, non si può immagine una campagna elettorale nei mesi di gennaio e febbraio sui territori montani e la data scelta penalizza notevolmente le aree interne sotto questo punto di vista. 

Per lui, sarebbe stato più opportuno organizzare le elezioni entro il mese di novembre, dato che nemmeno una data ipotetica a inizio marzo potrebbe garantire il corretto svolgimento della campagna elettorale. 

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