Segreteria Pd, parla lo sconfitto Ricci: "Da Di Giovanni cattiverie grette e gratuite"

L'ex sindaco di Chieti rompe il silenzio e parla per la prima volta dopo essere stato sconfitto dal riconfermato Filippo Di Giovanni nella corsa alla segreteria del Pd teatino: "Ringrazio quanti si sono impegnati per sostenermi"

L'ex sindaco di Chieti Francesco Ricci

L'ex sindaco teatino Francesco Ricci rompe il silenzio e parla per la prima volta dopo essere stato sconfitto dal riconfermato Filippo Di Giovanni nella corsa alla segreteria del Partito Democratico di Chieti. "Vorrei ringraziare dal profondo del cuore quanti si sono impegnati per sostenermi", dice Ricci, che poi passa all'attacco dello stesso Di Giovanni:

"Abbiamo ottenuto un risultato importante (quasi il 45% dei voti) nonostante una sola settimana di tempo per prepare il Congresso e il gareggiare contro un concorrente che era arbitro nello stesso tempo, e che ha arricchito questo confronto di una serie di cattiverie grette e gratuite (come quella di convocare il Congresso nell'unico giorno in cui io ero impossibilitato)".

Ricci lamenta anche di "aver potuto visionare gli elenchi di Chieti Scalo il venerdì sera, quando si sarebbe votato la domenica", nonchè "la legione dei nuovi tesserati fatti proprio nella sezione di Chieti Scalo, fra cui una nutrita "legione straniera" (ardo per conoscere il contributo politico che daranno questi fratelli stanieri, ma anche i nuovi tesserati di Chieti Scalo, al Partito Democratico della nostra città)". E non finisce qui:

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"Non c'è stato alcun confronto Congressuale prima dell'apertura delle urne (come si fa nei Partiti gestiti con serità) - denuncia l'ex primo cittadino - e hanno tentato di farmi fuori all'ultimo momento per un cavillo buricratico. Avrebbero dovuto asfaltarci e hanno vinto 5 a 4: questo grazie all'impegno di voi tutti. Ripartiamo da qui: tutti sanno che sono un "costruttore" e sono convinto che l'impegno di questo folto gruppo di giovani e meno giovani darà al Partito, ed alla nostra città, qualità, concretezza, serietà e soprattutto futuro. La considero un'occasione persa dal Partito Democratico di Chieti, più per interessi personali di altri, che per l'interesse generale della città".

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