Scuola "L. di Savoia", interviene Marzoli (Italia Viva): "Senza sicurezza trovare sede alternativa"

Il consigliere comunale teatino chiede l'immediato intervento delle Provincia per la tutela degli studenti

Dopo l'episiodio verificatosi ieri all'interno dell'istituto superiore “ Luigi Di Savoia “ di Chieti, in cui alcuni calcinacci caduti da un soffitto hanno colpito uno studente, è arrivata la reazione del consigliere comunale di Chieti, Alessandro Marzoli (Italia Viva) che ha sollecita la massima attenzione da parte delle istituzioni.

La sicurezza delle ‘Industriali' di Chieti, frequentate da oltre mille e cinquecento studenti, sia la priorità assoluta dei prossimi giorni da parte della Provincia di Chieti a cui chiediamo da subito nuovi interventi manutentivi nelle aule dell’istituto. Non è accettabile in alcun modo che possano cadere pezzi di intonaco su ragazzi e insegnanti come se si tratti di una inevitabile situazione da mettere in conto.

Marzoli sollecita la Provincia a intervenire:

Se per il Liceo Artistico Nicola da Guardiagrele, che aveva sede anch’esso in Via D’Aragona, con le battaglie di studenti, dirigente scolastico e corpo docente siamo riusciti a convincere la regione Abruzzo a concedere  la sede dell’ex Ciapi come nuova sede per la scuola, dal momento che la vecchia non garantiva la sicurezza, ora è il momento di alzare la voce sull’altra scuola superiore. Senza la garanzia di sicurezza assoluta per chi frequenta l’istituto riteniamo necessario prendere provvedimenti drastici, compresa la chiusura delle aule o dell’intero plesso scolastico se necessario.

Infine, chiede che venga trovata una nuova sistemazione in attesa dell'inizio dei lavori:

Al “ Di Savoia “ vanno garantite opere di manutenzione ordinaria e straordinaria unendo tutte le istituzioni del territorio. Se gli interventi immediati non sono garanzia di sicurezza meglio trovare una sede alternativa per gli studenti delle industriali fino a quando non ci sia serenità e si possa dire agli studenti, ai loro genitori, agli insegnanti e a tutto il personale scolastico che frequentare la scuola non è un pericolo per la loro incolumità. 

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