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Scoppia la polemica sui vaccini degli ultraottantenni: "Dirottati da Chieti a Ortona senza il giusto preavviso"

A sollevare la questione, che sta tenendo banco anche sui social, è la consigliera regionale M5s Sara Marcozzi che torna ad accusare la giunta Marsilio di disorganizzazione

Ultraottantenni chiamati a spostarsi da Chieti a Ortona per sottoporsi al vaccino anti Covid senza il necessario preavviso per permettere alle famiglie di organizzarsi: sta succedendo in questi giorni e dal capoluogo in molti si lamentano chiedendosi perché non poter usufruire dei centri del capoluogo.

A segnalarlo è anche la capogruppo M5s in consiglio regionale Sara Marcozzi che torna ad accusare la giunta Marsilio di disorganizzazione.

“Una convocazione arrivata con un preavviso di poche ore – evidenzia la consigliera - assolutamente insufficiente soprattutto per donne e uomini che hanno spesso bisogno di assistenza continua. L'odissea sarebbe poi proseguita al momento dell'arrivo al centro ortonese, dove è stato necessario compilare ulteriori moduli con informazioni peraltro già precedentemente inserite nel portale per la manifestazione di interesse al vaccino, mettersi in fila per consegnarli e poi restare ancora in attesa della somministrazione. Una disorganizzazione cronica che comporta sia lunghe attese che il rischio di creare assembramenti, entrando in contatto con persone potenzialmente positive, con tutte le conseguenze che abbiamo purtroppo imparato a conoscere a memoria nell'ultimo anno. A questo si aggiunge il numero verde messo a disposizione dalla Asl che, come segnalato da diversi cittadini, risulta spesso occupato, con l'impossibilità di parlare con gli operatori”.

Secondo Marcozzi rispondere alle domande che arrivano dai cittadini “dovrebbe essere la priorità del presidente Marsilio e dell'assessore Verì, che invece continuano a nascondersi. Stessa cosa fanno i vertici della Asl 02, che evitano addirittura di consegnarci le documentazioni che chiediamo attraverso accessi agli atti costanti. Noi non faremo un passo indietro finché Marsilio non farà una reale operazione verità – conclude -  evitando risposte di facciata o di propaganda che ormai sono inaccettabili”.
 

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