Sanità teatina, nasce il Comitato civico di salute pubblica

L'appello a D'Alfonso e Paolucci

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Raccogliendo l’invito del giornale “La Voce dei Marrucini” a mobilitarsi per la difesa della sanità teatina, dell’ospedale clinicizzato “Santissima Annunziata” che corre grossi rischi di indebolimento e depauperamento a beneficio di altri territori e a discapito dei cittadini utenti dei servizi sanitari, abbiamo ritenuto doveroso metterci in gioco, dare un segnale di presenza, costituendo un Comitato per portare avanti una battaglia nell’esclusivo interesse e a salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini per un’assistenza sempre più qualificata.

Dal decreto 79 sul riordino della rete ospedaliera regionale all’Atto aziendale della Asl di febbraio scorso e al decreto 402 di luglio di quest’anno, abbiamo tutti sperato che fossero altri attori, direttamente interessati come il mondo ospedaliero e quello universitario, a far sentire la propria voce, a prendere posizione sui nuovi assetti sanitari che si andavano delineando e, in ordine di tempo, sul DEA di secondo livello. Al silenzio dei citati mondi (assenti benché invitati al Consiglio comunale di Chieti che ha affrontato il problema), ha fatto seguito una grave e penalizzante divisione tra i  partiti e gruppi consiliari, facendo prevalere  interessi di parte a quello generale di Chieti. Una ennesima sconfitta sul piano della difesa della città. 
Il DEA di secondo livello è diventato il centro di tutti i problemi sanitari. In base ai parametri fissati dal Decreto Ministeriale 70 del 2015 e dai conseguenti decreti commissariali regionali né l’ospedale di Chieti e né quello di Pescara ha da solo il requisito per diventare un DEA di secondo livello. Al momento si è assistito a richieste ed azioni unilaterali di rafforzamento del presidio pescarese, con la logica conseguenza che se passasse un piano del genere, ne usciremmo tutti sconfitti: amministratori, politici operatori della sanità, i cittadini. A volte le battaglie di campanile che inizialmente sembrano vincenti, alla fine indeboliscono tutti e non rafforzano nessuno. Noi pensiamo che vanno sviluppate con responsabilità, capacità e forza azioni sinergiche a beneficio di tutti all’interno della Regione.

Il Comitato vuole informare i cittadini sui pericoli che si corrono, vuole coinvolgerli in una sfida difficile ha gratificante per il bene sanitario comune. E’aperto al dialogo e alla interlocuzione con altri soggetti o comitati costituitisi in altre città limitrofe, per aiutare la politica regionale a portare a compimento una riforma difficile e complessa. Condividere obiettivi e una programmazione per creare le condizioni di una vera integrazione tra gli ospedali delle due città, al fine di aumentare i livelli di assistenza che sono il vero motivo di identificazione, caratterizzazione e realizzazione di un DEA di secondo livello tra gli ospedali di Chieti e Pescara.

Chiediamo su questo punto al Presidente della Regione, all’Assessore alla Programmazione sanitaria di definire ruoli, competenze e denominazione dei presidi di Chieti e di Pescara in una ottica di reale integrazione, con senso di responsabilità verso tutti i cittadini dell’area metropolitana. Conflittualità e contrapposizione sanitarie tra due città che non giova al sistema, che crea uno squilibrio assistenziale che non potrà mai essere giustificato.                      

E poi ci sono i problemi riguardanti i lunghi  di attesa delle prestazioni specialistiche e i ricoveri in barella che non sono più sopportabili. 
Il Comitato sul problema DEA di secondo livello convocherà a breve una conferenza stampa, per richiamare l’attenzione della Regione, per sensibilizzare il popolo sulla vicenda, per promuovere tutte le iniziative possibili, con responsabilità e indipendenza. 

Il comitato civico:   
Ugo Iezzi
Mario D’Alessandro  
Emidio Mastrovecchio
Walter Palumbo
Adriano Ciccarone


 

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