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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Metanodotto Larino-Chieti, salta inchiesta pubblica, insorgono i 5 stelle

I consiglieri Marcozzi e Mantini protestano contro le modalità organizzative che penalizzano gran parte dei partecipanti

Rinviata a data da destinarsi, a causa dell'allerta meteo, l'inchiesta pubblica sul metanodotto Larino-Chieti convocata per lunedì (18 gennaio), convocata nell'ambito delle procedure previste per la valutazione ambientale dell'opera. Lo ha comunicato il presidente del Comitato Via, Cristina Gerardis, e insorgono i consiglieri 5 Stelle Sara Marcozzi (Regione) e Alfredo Mantini (Comune di Bucchianico). 

"Cosa ci si aspettava per una inchiesta convocata a gennaio all'Aquila? Siamo in inverno e all'Aquila nevica!", tuonano. "Prendiamo atto che la Regione Abruzzo attua solo operazioni di facciata - accusano - e che non c'è affatto da parte dell'ente la concreta e reale volontà di realizzare partecipazione nei processi decisori che riguardano il territorio. Al contrario si fa di tutto per rendere ai cittadini difficile informarsi e partecipare".

Oltre all'incontro saltato, Marcozzi e Mantini puntano il dito contro le modalità di organizzazione: "Non sono state inviate tutte le convocazioni e il luogo scelto per lo svolgimento della stessa si trova a circa 150-200 km dalle aree interessate. Suggeriamo alla direttrice Gerardis e al presidente D'Alfonso - suggeriscoo - di riconvocare immediatamente l'inchiesta in luogo più vicino al territorio interessato e non a così grande rischio metereologico!" 

L'ultima riunione del Comitato Via risale a 30 giorni fa, ma molti sindaci dei Comuni coinvolti dal progetto del Metanodotto Larino-Chieti non hanno ancora ricevuto l’invito alla convocazione dell’inchiesta pubblica, così come numerosi cittadini/osservatori interessati al passaggio del gasdotto.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto di avviare il procedimento dell’inchiesta pubblica unitamente ai sindaci, alle associazioni ambientaliste e ai comitati cittadini, uno strumento di recente introduzione legislativa, mai applicato in Abruzzo, che vuole far emergere, spiegano i promotori "gli 'interessi deboli' dei privati titolari, spesso considerati minori, per metterli al pari dei cosiddetti 'interessi forti' rappresentati dalle grandi società d’investimento. Si tratta di una particolare forma di partecipazione procedimentale che indirizza le decisioni amministrative in materia ambientale".

"Sappiamo che il metanodotto Larino-Chieti, come dice il nome stesso, interessa un tracciato che collega le due Città, e dunque la maggior parte dei Comuni ricadenti nella provincia teatina si trovano a circa 150-200 km di distanza dalla sede scelta dagli organi regionali per il confronto pubblico. Se la ratio dello strumento è quella di far emergere gli interessi deboli - proseguono . perché la riunione aperta è stata fissata alle prime ore della mattina e proprio all’Aquila? Perché la stragrande maggioranza degli interessati all’incontro, proveniente da luoghi lontani, viene esposta ai rischi ed alle difficoltà collegati al raggiungimento del capoluogo abruzzese viste le previsioni meteo? Per quale motivo non sono stati avvertiti dell’appuntamento importante numerosi comuni ed osservatori? Forse un tale strumento non viene apprezzato da questo Governo Regionale".

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