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Ribelli e opposizione non si presentano per bloccare la vendita della farmacia: salta il consiglio comunale

Ennesimo rinvio per la delibera su cui si gioca il futuro della città e quello dell'amministrazione Di Primio. Intanto la maggioranza lancia un appello ai cinque "dissidenti": "Si assumano la responsabilità di essere presenti"

Rinviato a venerdì il voto sulla vendita della farmacia comunale di Filippone da parte del consiglio. La seduta prevista oggi è saltata perché non c'era il numero minimo di consiglieri per poterla tenere. Assenti i cinque "ribelli", ossia Mario De Lio e Roberto Melideo dell'Udc, e il Gruppo Misto: Stefano Rispoli, Mario Troiano e l'ultimo acquisto Diego Costantini. Nelle file della minoranza, non era presente Anna Teresa Giammarino (Chieti per Chieti), mentre gli altri consiglieri non sono entrati in aula al momento dell'appello. Così, risultavano mancanti 18 consiglieri e presenti solo 15, non abbastanza per iniziare la discussione. 

Ora però, venerdì sarà l'appuntamento decisivo per decidere non solo del futuro della farmacia, ma anche del futuro politico della città di Chieti. Proprio sul numero di voti si gioca infatti la partita, considerando che la prima proposta di delibera, discussa dal consiglio il 7 novembre, era stata bocciata. 

Intanto, le opposizioni tornano a chiedere le dimissioni del sindaco Umberto Di Primio, appellandosi al senso di responsabilità dei consiglieri che non si riconoscono nelle misure disposte dall'amministrazione per il piano di rientro. Ora, in attesa di venerdì, si aprono scenari cupi: il dissesto finanziario del Comune di Chieti, con conseguenze notevoli per i cittadini. E, qualora il suo "cavallo di battaglia" non si riuscisse ad approvare Di Primio, che ha davanti ancora due anni di mandato, potrebbe decidere di dimettersi davvero, facendo scattare l'arrivo del commissario prefettizio. 

Sotto i portici di fronte al palazzo della Provincia, dove si sarebbe dovuto tenere il consiglio, una mano anonima ha apposto un cartello inequivocabile: 

Avete fatto morire questa città, fate le valigie, andate via

Intanto, a qualche ora dal consiglio mai iniziato, in una nota stampa i consiglieri di maggioranza hanno ribadito il loro pieno appoggio all'operato dell'amministrazione Di Primio, svelando "rammarico e delusione" per quanto accaduto stamani e non lesinano parole forti: 

L’obbligo della maggioranza è quello di perseguire il miglioramento della situazione finanziaria dell’ente: se c’è qualcuno, dunque, che nottetempo pensa di andare vigliaccamente dal notaio per dimettersi, allora faccia un atto di coraggio, presenti una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco e raccolga in consiglio comunale i voti necessari per mandare a casa l’amministrazione comunale.

Per loro, la vendita della farmacia è l'unica soluzione per salvare le casse comunali, tanto più che questa misura è già stata approvata con il Documento unico di programmazione. E precisano:

Forse non è chiaro, né agli 5 pseudo consiglieri di maggioranza né all’opposizione, che in caso di mancata alienazione della farmacia le ripercussioni per l’intera città saranno drammatiche. L’interruzione dell’attività amministrativa, con l’arrivo di un commissario straordinario nel caso di una caduta del consiglio comunale o dimissioni del sindaco, creerà un blocco amministrativo con la conseguente perdita degli investimenti previsti per la città, la mancata assunzione di dipendenti, non escludendo ulteriori gravi dismissioni di beni pubblici: a pagarne i danni saranno direttamente i cittadini, il Comune e le società partecipate e in particolare proprio i dipendenti della Chieti Solidale e della Teateservizi. 

Il momento è estremamente delicato e di estrema importanza per il bene della città. Venerdì torneremo in aula e voteremo a favore della conclusione della procedura, in quanto la non votazione costituisce azione in contrasto con quanto comunicato alla Corte dei Conti quale misura per migliorare la situazione finanziaria del Comune.

Infine, l'appello è direttamente ai "ribelli":

I consiglieri Costantini, De Lio, Melideo, Rispoli e Troiano se ancora fanno parte della maggioranza consiliare si assumano la responsabilità di essere presenti al prossimo consiglio, in caso contrario diventeranno inutili tutti gli interventi posti in essere per tenere in sicurezza i conti del Comune e garantire i servizi ai cittadini.

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