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Ritardi nei tamponi, Taglieri (5 stelle) chiede di accelerare le analisi: "A rischio la salute dei cittadini"

Il vice presidente della commissione regionale Sanità punta il dito contro la giunta e le direzioni delle Asl

Dopo i sindacati, anche la politica torna a sollecitare tempi più rapidi per le risposte dei tamponi, in particolare di quelli effettuati sugli operatori sanitari. 

Il vice presidente della commissione regionale Sanità, Francesco Taglieri, invoca una maggiore rapidità: "Sono soprattutto i ritardi nelle risposte - commenta il consigliere del Movimento 5 stelle - a creare rischi per la cittadinanza, in particolar modo al personale sanitario".

Due circolari ministeriali, infatti, specificano che le risposte dei test effettuati sui i lavoratori degli ospedali devono arrivare entro 36 ore. "Purtroppo però - denuncia Taglieri - nel nostro territorio, abbiamo avuto casi di operatori a cui è stata comunicata la positività al virus addirittura 15 giorni dopo aver effettuato il tampone. Un arco di tempo nel quale il soggetto in questione ha proseguito il proprio lavoro in ospedale, diventando inconsapevole vettore del virus. Solita lentezza si registra anche nell'avere risposte per i comuni cittadini. Il tempo medio per i risultati è valutabile tra i 15 e i 20 giorni, ma abbiamo avuto casi di persone rimaste barricate in casa, in quarantena preventiva, anche per 50 giorni, in attesa di risultati che non arrivavano. Si tratta di circostanze di gravità assoluta, e chi ha in mano la macchina organizzativa regionale, a cominciare dalla giunta Marsilio guidata da Lega e Fratelli d'Italia, deve dare delle spiegazioni”.

Taglieri invoca una procedura di analisi dei tamponi "senza errori per evitare di falsificare il test, ottenendo risposte che non corrispondono alla verità, e per questo è importante che a effettuarla siano operatori esperti, capaci di evitare qualsiasi rischio di contaminazione". In ogni caso, il tempo tecnico inferiore stimato dal 5 stelle è di 4 ore per ottenere un responso.

"Dato che la media dei tamponi testati è di circa 500 al giorno, con punte di 1000 - commenta - questi numeri possono giustificare risposte entro due o tre giorni, e 24 ore nei casi con priorità, ma la mancanza di organizzazione a livello regionale porta a tempi di attesa molto più lunghi”.

“In Abruzzo – continua – abbiamo estrema necessità di avere veloci risposte ai tamponi, soprattutto tra gli operatori. I numeri, riscontrati analizzando i documenti e le inchieste giornalistiche, offrono un quadro che rischia di essere molto grave, con un'incidenza del personale sanitario sul totale dei casi positivi più alta rispetto alla media nazionale. E se era comprensibile, allo scoppio della pandemia, una iniziale difficoltà organizzativa, dopo due mesi la situazione non è più tollerabile”.

“Quando in ballo c'è la salute e la vita degli abruzzesi, non si può perdere altro tempo. Le responsabilità sono in capo a chi aveva il dovere di strutturare una macchina organizzativa efficace ed efficiente ma, allo stato attuale, non è riuscito nel proprio intento. A cominciare dal presidente della giunta Marsilio e dall'assessore alla Sanità Verì, per poi arrivare alle dirigenze delle singole Asl. Dopo settimane in cui niente si smuove, è il momento che chi deve assumersi le proprie responsabilità lo faccia. O iniziano a portare veramente a compimento il lavoro per cui vengono profumatamente pagati, o è meglio se tolgono il disturbo e lasciano fare ad altri”, conclude.

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