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Politica Guardiagrele

I ritardi della scuola nel rione Cappuccini diventano scontro politico a Guardiagrele

Il gruppo consiliare Guardiagrele il bene in comune attacca il sindaco Di Prinzio dopo l'incontro con le famiglie a cui non hanno partecipato i tecnici

Un incontro per fare il punto sulla realizzazione della scuola nel rione Cappuccini, i tecnici non invitati e l'opposizione che punta il dito contro il sindaco, Donatello Di Prinzio, accusandolo di bugie e ritardi nell'esecuzione dei lavori. 

Accade a Guardiagrele, dove il gruppo consiliare Guardiagrele il bene in comune non usa mezzi termini: “Ancora una volta l’amministrazione Di Prinzio non riesce a dire la verità e pensa di liberarsi dalle sue responsabilità addossando le colpe ad altri”. 

Il riferimento è all'incontro di due giorni fa convocato con la scuola e i rappresentanti delle famiglie per fare il punto sui lavori. "Sapevamo - accusano ancora i consiglieri di opposizione - che lo stallo del cantiere della nuova scuola primaria ai Cappuccini sarebbe stato giustificato addossando la responsabilità ad altri, ma questa volta le bugie del sindaco e dei suoi sodali sono state smentite dai tecnici ai quali sono stati attribuiti errori di progettazione. I due ingegneri incaricati del progetto, non invitati alla riunione, dopo avere appreso delle tesi dell’amministrazione comunale, hanno preso carta e penna e hanno scritto all’amministrazione, ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti dei genitori mettendo in chiaro alcuni aspetti della vicenda".

"I tecnici – aggiunge il gruppo di centrosinistra – dopo avere sottolineato di non essere stati invitati all’incontro, lamentano che in quella sede 'si è giustificato il ritardo dei lavori in corso adducendo quale motivazione la presenza di errori e omissioni progettuali', arrivando persino a sostenere che non è stata prevista la copertura". 

"A noi sembra – proseguono i consiglieri – che sia centrale il passaggio nella nota dei tecnici dove si precisa che 'i veri motivi che hanno causato i ritardi nella realizzazione dell’opera sono da ricercare sia nelle tempistiche scelte dall’ amministrazione comunale che negli avvenimenti accaduti a livello nazionale durante le fasi di lavoro: ci riferiamo al fatto che le opere appaltate sono state ferme per un periodo superiore a un anno, per poi riprendere incappando nella pandemia Covid-19 e nel successivo aumento vertiginoso dei prezzi'. La verità - incalza la minoranza - è che quel cantiere è stato fermo per oltre un anno perché la giunta voleva spostare anche questa scuola altrove e più di un documento sta a dimostrarlo. Quando i lavori sono ripresi, ormai era troppo tardi.  Ormai – prosegue la nota del gruppo – non ci stupiamo più del fatto che, pur di screditare un avversario politico, si trascinino nella polemica persino due professionisti preparati e stimati, chiamati a difendersi persino dall’accusa infondata di non saper fare i conti".

"Il rammarico maggiore – conclude - è che, a distanza di tre anni, una scuola moderna e sicura che poteva essere da tempo aperta è divenuta un’opera incompiuta, metafora di un immobilismo imbarazzante in un cantiere che ha festeggiato qualche settimana fa, l’inizio del suo quarto anno scolastico con gli alunni ancora costretti a rinunciare a un diritto più pieno per il quale avevamo lavorato senza sosta”. 

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