Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Raimondi e Rispoli uniti contro la proposta del "plurinegozio": "Non risolve i problemi del commercio"

I due consiglieri de L'Altra Chieti e del Gruppo Misto puntano il dito contro l'amministrazione Di Primio, invocando soluzioni più concrete

I consiglieri comunali Rispoli e Raimondi

Che tra i due consiglieri comunali Stefano Rispoli (Gruppo Misto, ex capogruppo di Forza Italia) ed Enrico Raimondi (L'Altra Chieti) ci fosse una qualche affinità, si era intuito nel corso dell'estate, quando il primo aveva plaudito all'invito del secondo di creare una "coalizione civica", per mettere insieme 

tutti coloro che condividono alcune idee fondamentali per il rilancio della città, a prescindere dall'appartenenza agli attuali schieramenti e partiti politici.

E in effetti i due, politicamente parlando, non potrebbero essere più distanti. Eppure, oggi, si schierano dallo stesso lato contro la proposta del "Plurinegozio", proposta dalla giunta Di Primio e discussa ieri in commissione Commercio. 

Il pulrinegozio, per definizione, è uno spazio commerciale che ospita più attività produttive, più concretamente dove vengono vendute merci differenti, da diversi proprietari. Per i due consiglieri, che continuano a sedere nei banchi opposti dell'assise civica teatina, quest'idea

certifica la totale assenza di idee di questa giunta. Pur apprezzando lo "sforzo" del consigliere Costa nel reperire il regolamento dal Comune vicino, di fatto con questa proposta consiliare si vuole sopperire alle inefficienze dell'assessore al ramo. Non è sufficiente, per i gravi problemi di questa città, scopiazzare regolamenti adottati da altre amministrazioni sperando di avere risultati positivi. 

Come già fatto altre volte in passato singolarmente, Rispoli e Raimondi invocano una discussione seria sul commercio cittadino, che produca soluzioni reali: 

Ribadiamo che è di primaria importanza iniziare una vera discussione sul Piano Commercio  tanto sbandierato da qualcuno almeno 2 anni fa, e non  proporre dei semplici e puri palliativi per un settore così in grande difficoltà. È un' iniziativa positiva sulla quale si può ragionare, sempre coinvolgendo le associazioni, ma partendo dal presupposto che il “plurinegozio" non risolve il problema del commercio in città.

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