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Domenica, 3 Luglio 2022
Politica Ortona

Criticità nel percorso senologico dell'ospedale di Ortona: una risoluzione chiede l'impegno della Regione

A firmarla tutti i consiglieri regionali di centrosinistra, che evidenziano criticità messe in luce da tempo, fra carenza di organico e attrezzature insufficienti

Una risoluzione per denunciare le criticità e proporre il potenziamento della Chirurgia generale a indirizzo senologico dell'ospedale Bernabeo di Ortona. A presentarla tutti i consiglieri dei gruppi di centrosinistra in consiglio regionale, ossia Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia. 

L'obiettivo, spiegano, è "far prendere impegni concreti alla giunta regionale, dopo esserci occupati svariate volte delle criticità che rendono difficili le cure per tante donne. In diverse occasioni ci siamo occupati della Chirurgia senologica di Ortona: lo abbiamo fatto con visite ispettive, commissioni, interpellanze, alcune delle quali premonitrici di quello che sarebbe accaduto, come nel caso del chirurgo plastico che sarebbe andato via, come poi si è verificato, note stampa".

I consiglieri di centrosinistra chiedono "impegni concreti su tante criticità di questa unità operativa complessa, ma anche invitare a valutare progetti migliorativi che possano potenziare il centro di Ortona e migliorare le cure delle donne".

La Senologia di Ortona nasce il 10 aprile del 1996 e diventa unità complessa nel 2008, con 8 posti letto. La qualità del lavoro svolto sotto la direzione del professor Ettore Cianchetti ha fatto in modo che dal 2015 diventasse uno dei 21 centri italiani con certificazione di qualità Eusoma, riconfermata nel recente audit del 13 e 14 ottobre 2020 e nella successiva verifica annuale del 20 luglio scorso, ma, denunciano i consiglieri, "ora che ci si appresta ad un nuovo audit (luglio 2022), alcune criticità rischiano di rendere difficile la riconferma".

In Italia i centri certificati Eusoma sono 15 città, di cui solo tre del centro sud: oltre a Ortona, Roma (San Giovanni dell’Addolorata) e Catania. "La caratteristica principale e punto di forza della Senologia di Ortona - aggiungono - è la personalizzazione del percorso terapeutico. Inizia così un’alleanza terapeutica che dura negli anni e che condiziona positivamente il percorso del Paziente e facilita l’attività degli specialisti che successivamente lo incontreranno. Questo modo di agire, perfezionato negli anni, ha fatto sì che la Senologia di Ortona, in quasi 26 anni, si sia fortemente radicata nel territorio e goda della stima e dell’affetto  della popolazione (come dimostra il 51% di  mobilità attiva intraregionale e non solo) e delle organizzazioni femminili. L’approccio integrato che migliora la qualità della vita delle donne con il cancro al seno è presente solo in due centri del centro-sud d’Italia: Ortona e il Gemelli di Roma. L'unità operativa complessa di Chirurgia Generale a indirizzo Senologico del presidio di Ortona è inserita nel circuito ospedali Onda e risulta attualmente al 15esimo posto su 422 per volume annuale di interventi chirurgici, con un indice di gradimento di 4.1 su 5 nella categoria di 'Migliori ospedali per tumore maligno della mammella' nel sito 'Doveecomemicuro.it', che è il più grande motore di ricerca della salute, gratuito e completo, con valutazioni istituzionali. Nell’ambito del rapporto Oasi 2020, a cura della Cergas Sda Bocconi, la Breast Unit Asl 02 Abruzzo è stata individuata  come una di quelle nazionali con migliori performance da Pne. Tutto questo lo diciamo per certificare la qualità di questo centro, che però non può più basarsi solo sulla professionalità e lo spirito di abnegazione di medici e personale".

Ma, incalzano i consiglieri di centrosinistra, il reparto soffre di una serie di criticità, a cominciare dalla mancanza di un chirurgo plastico che possa occuparsi di chirurgia plastica ricostruttiva di una certa complessità. La Asl ha stipulato una convenzione con l'azienda ospedaliera universitaria di Siena, che però sta per scadere a fine mese e ora i consiglieri di opposizione chiedono una proroga del chirurgo Donato Casella, "affinché insegni anche ad altri medici". 

Altro nodo critico denunciato è quello della strumentazione, visto che attualmente solo un ecografo dei tre presenti inizialemnte è operativo.

Sul fronte della medicina integrata, i consiglieri di centrosinistra spiegano che "ad oggi l’azienda non ha comunicato aggiornamenti circa il rinnovo della convenzione con il dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento dell’università d’Annunzio per quanto attiene l’attività motoria adattata, nonostante le ripetute sollecitazioni. Il numero delle prestazioni erogate, in costante aumento grazie alla professionalità e alla disponibilità degli operatori, non riesce a stare al passo con l’incremento della richiesta: è necessario un adeguamento delle risorse sia umane che logistiche".

C'è poi una carenza di personale infermieristico e amministrativo: al momento in organico ci sono 6 medici, compresi il direttore e un medico in avviso a tempo determinato in corso di stabilizzazione; una psico-oncologa a tempo determinato; la coordinatrice infermieristica che coordina anche le unità operative di Ginecologia e Pma; 8 infermieri per attività ambulatoriali; 10  infermieri per il reparto condiviso con la Ginecologia; nessun personale amministrativo.            

"Si segnala - incalzano i consiglieri regionali - che l'unità operativa di Chirurgia Senologica, nonostante le ripetute richieste di segreteria e le numerose richieste scritte e verbali del direttore attuale e precedente, non ha mai disposto di personale amministrativo a dispetto degli elevati volumi di  attività e il rapido turnover. La richiesta di personale dedicato di segreteria è anche finalizzata alla costituzione di call center per migliorare la qualità del rapporto con l’utenza".

Infine, c'è la mancanza di anestesiti: sono operativi 6 dei 13 previsti in pianta organica, compresi i due offerti dalla soluzione temporanea individuata dalla direzione aziendale.

 (2 unità). Questo ovviamente impedisce, oltre ad un’adeguata programmazione operatoria,  anche il realizzarsi delle curve di apprendimento necessarie per le tecniche anestesiologiche messe a punto e mirate in modo specifico alla chirurgia senologica. E’ imprescindibile infatti che  - nonostante l’indubbia capacità tecnica degli Anestesisti esterni - la mancanza di una curva di apprendimento specifica comporti che non si effettui la metodica o che si possano verificare delle complicanze a danno della qualità assistenziale.

Si chiedono inoltre il potenziamento in termini di risorse umane dedicate di fisioterapisti e necessità di fisiatra in sede, oltre a un reparto oncologico di degenza e a un ambulatorio per le cure palliative, nonché la creazione di un polo  per la patologia della tiroide.

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