Riorganizzazione delle province abruzzesi, Di Primio: "Chieti da sola"

Il primo cittadino ribadisce l'importanza della città da egli amministrata, la cui provincia è nella rosa delle 43 'salvate' dal Governo Monti: "Chieti deve conservare la propria autonomia, magari ampliando la sua stessa provincia con i comuni del pescarese"

“Alla luce dell'ultima stesura della norma sulla revisione della spesa pubblica, dopo essermi sentito sull’argomento con i Senatori della Repubblica Fabrizio Di Stefano, Giovanni Legnini e Alfonso Mascitelli, convinto che sia necessaria un’attenta riflessione intorno al tema del riordino delle province, ritengo che, analizzate le peculiarità del territorio abruzzese, nonché la storia della nostra regione, tutti noi dovremmo lavorare, e io lo farò, ad ogni livello, sia istituzionale, che d'opinione pubblica, affinché l'Abruzzo possa avere tre province”. E’ quanto dichiara il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, in relazione al provvedimento di riorganizzazione delle Province abruzzesi previste dal decreto legge 95/2012 “Spending Review”.

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Di Primio ribadisce in merito l’importanza della città che amministra, la cui provincia è nella rosa delle 43 ‘salvate’ dal Governo Monti e spiega “Chieti, visto che può contare su 104 comuni deve conservare la propria autonomia e identità di provincia capoluogo, magari ampliando la sua stessa provincia con i comuni del pescarese, se si troverà un accordo in tal senso, già ricadenti nella arcidiocesi di Chieti-Vasto. Dopo l’insediamento dell’Ufficio di Presidenza – conclude il sindaco -  il Consiglio delle Autonomie Locali dovrà entrare nel merito della questione e decidere su quante province l’Abruzzo dovrà avere considerando, alla luce di quanto prima, che la provincia di Chieti può continuare ad esistere anche da sola”.

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