Riduzioni Tari, Febo accusa: "L'amministrazione comunale non ha ancora fatto nulla"

"Ad oggi - denuncia il consigliere di opposizione - nulla è stato ancora predisposto e fatto per agevolare i cittadini di Chieti che potrebbero trovarsi a pagare le stesse tariffe della fase pre-pandemica"

A un mese dall’approvazione in Consiglio comunale dell’ordine del giorno relativo alla riduzione della Tari per le famiglie, le attività produttive e commerciali più duramente colpite dalle difficoltà economiche a Chieti non c’è ancora nulla di concreto. A lanciare l’accusa dall’opposizione è il consigliere comunale Luigi Febo: “Nonostante la specifica norma governativa – dice - con relative risorse previste a copertura delle minore entrate degli enti locali, e al netto della volontà espressa da tutte le forze politiche dell’Assise teatina, nulla è stato ancora predisposto e fatto per agevolare i cittadini di Chieti che potrebbero trovarsi a pagare le stesse tariffe della fase pre-pandemica con dilazioni che, per quanto utili, poco incidono nella rispettiva capacità contributiva e soprattutto nella rispettiva gestione economica lavorativa o familiare”.

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La prima rata della scadenza Tari è stata posticipata, il limite ipotizzato dalla giunta comunale è il 30 giugno ma ad oggi, denuncia il centrosinistra, né il Consiglio Comunale, née Commissioni competenti sono state ancora convocate per apportare le modifiche necessarie al regolamento che consente la rimodulazione delle tariffe. “Riteniamo assolutamente necessario, - prosegue Febo -  sollecitare il sindaco Di Primio a sottoporre al Consiglio il nuovo regolamento sulla Tari, che dovrà necessariamente prevedere la riduzione delle tariffe per tutte le attività e le famiglie che soffrono le ricadute economiche causate dall’emergenza Covid-19. Siamo pronti e a disposizione a lavorare subito per il bene dei cittadini di Chieti, ci aspettiamo che lo sia altrettanto la maggioranza di centrodestra, almeno nell’ultima fase del proprio mandato elettorale”.
 

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