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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

Campi da padel non autorizzati nel centro sportivo comunale, l'intergruppo chiede le dimissioni di sindaco e assessore allo Sport

Revocato l'affidamento alla Teate Volley per diverse violazioni della convenzione, dopo che il caso era stato sollevato un anno fa in consiglio comunale: "Hanno agito con colpevole ritardo", è l'accusa; ma l'interessato contrattacca: "Hanno puntato il dito senza alcuna proposta"

Polemiche e veleni, al Comune di Cheti, il giorno dopo la revoca della concessione dell'impianto sportivo polifunzionale di Filippone all'associazione sportiva Teate Volley. La società è accusata di aver realizzato due campi da padel non autorizzati e di aver dato in subafitto la struttura, violando così la convenzione stipulata per la prima volta con l'ente nel 2007. 

Il caso, giunto ieri a conclusione, era stato sollevato quasi un anno fa, in consiglio comunale da Giampiero Riccardo. E proprio il capogruppo di Chieti Viva, oggi, con i colleghi dell'intergruppo, accusa il sindaco Ferrara e l'assessore allo Sport Manuel Pantalone di aver "agito con colpevole ritardo sulla revoca dell’affidamento" e ne chiede le dimissioni.

"Entrambi erano a conoscenza della totale trasformazione della struttura sportiva comunale da palestra a Centro Padel da almeno inizio settembre 2022, eppure solo a seguito delle nostre reiterate richieste, formalizzare in commissione, l’amministrazione ha deciso l’effettuazione di un sopralluogo tecnico per accertare lo stato dei luoghi e regolarità della concessione di pubblico utilizzo", dicono Riccardo, Bruno Di Iorio (Di Iorio sindaco), Maurizio Costa (Forza Chieti), Serena Pompilio (Azione Politica), Mario De Lio (Udc).

"In risposta a una nostra interrogazione di novembre 2022 - ricordano i consiglieri di minoranza - in aula l’assessore Pantalone negò l’evidenza dei fatti da noi puntualmente accertati e si limitò a rispondere su aspetti del tutto marginali all’interrogazione. Oggi, a distanza di un anno, le indagini dell’autorità giudiziaria ci danno ragione e confermano quanto da noi sempre denunciato: un’intera struttura sportiva comunale con un chiaro indirizzo sociale è stata trasformata alla luce del sole in un Centro Padel a scopo di lucro. C’è da chiedersi come sia stato possibile che gli uffici preposti, e in primis sindaco e assessore, hanno dapprima consentito un parziale cambio di destinazione d’uso e poi, puntualmente informati sui presunti abusi, non abbiano mosso un dito per ristabilire la regolarità della concessione. Dinanzi a una così eclatante incapacità amministrative e fatti che potrebbero addirittura avere rilevanza penale, attendiamo adeguate risposte e a questo punto opportune dimissioni", chiedono gli esponenti dell'intergruppo.

"Sono molteplici le gestioni di impianti sportivi comunali finite in questi anni sotto la nostra lente d’ingrandimento e che, a nostro avviso, così come accertato sul polifunzionale di Filippone, stanno arrecando un danno economico per il Comune di Chieti e un oggettivo svantaggio per le tante associazioni e società sportive teatine", concludono.

Non si è fatta attendere la replica dell'assessore Pantalone, che contrattacca: "Ciò che diceva l'opposizione sull’impianto di Filippone era ben diverso, ricordiamo bene di rilievi fatti dai consiglieri su aspetti urbanistici di cui l'ufficio ci aveva dimostrato l'insussistenza. Facile prendersi meriti altrui, o puntare il dito senza proporre nulla, lo sanno fare tutti. Noi con la decadenza, invece, abbiamo applicato la legge e risolto il problema”.

“In merito alla convenzione, l’amministrazione ha sempre affermato e ritenuto che all'interno della struttura doveva essere garantito il concetto di polifunzionalità e che l'ufficio avrebbe fatto le opportune verifiche e chiesto l'adeguamento del Pef al gestore, cosa che non è mai accaduta - spiega Pantalone - siamo rimasti inascoltati, tanto che, cosa gravissima, è poi emersa anche la subconcessione della struttura. Quindi, visto che il gestore ha violato gli articoli 2, 13 e 19 della convenzione, abbiamo provveduto con il servizio Sport, che già aveva effettuato diffide di recente, su mia sollecitazione, di procedere agendo in trasparenza e tutelando l'ente attraverso lo strumento della decadenza contrattuale. La pubblica amministrazione si muove per atti e soprattutto, prima di poter agire, necessita di documenti certi, perché qualsiasi azione si intraprenda, se non adeguatamente comprovata, genera contenziosi, cosa che l’ente in questo momento non può permettersi".

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