Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Rendiconto Abruzzo, Paolucci: "Scongiurati i tagli". Febbo lo smonta: "C'è poco da gioire"

Il disavanzo è di 765 milioni di euro. Ora il rendiconto 2016 ora sarà inviato alla Corte di Conti e poi portato all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva

La Regione approva la proposta di legge sul rendiconto generale 2016. Per l’assessore alla programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, di tratta della "più importante manovra a favore dei soggetti deboli che questa amministrazione regionale ha messo in campo nel corso della legislatura, perché ci ha consentito di gestire l’enorme massa debitoria ereditata dal passato, senza tagliare l’attuale livello di servizi garantito all’utenza, che altrimenti sarebbe stato praticamente azzerato. Grazie al pressing che abbiamo portato avanti con il Governo, che ci ha permesso di incassare una nuova norma che allunga i tempi per il ripiano a 20 anni, siamo oggi invece in grado di governare il disavanzo, senza aumentare il prelievo fiscale e soprattutto senza ridurre i servizi, in primis trasporti e sociale”.

Il disavanzo certificato al 31 dicembre 2016 è pari a 765 milioni di euro, in linea con quello del 2015, ma superiore di circa 80 milioni di euro rispetto al 2014. “Un incremento – ha continuato l’assessore – legato all’obbligatorietà di procedere, a partire dal primo gennaio 2015, a una serie di accantonamenti previsti dalla legge e riguardanti crediti di dubbia esigibilità, residui perenti, spese legali, passività potenziali e perdite delle società partecipate. A fine 2016 gli accantonamenti totali ammontavano a 352 milioni di euro, a fronte del 289 del 2015, dei 196 del 2014 e dei 174 del 2013. Somme che ci permetteranno non solo di coprire il disavanzo, ma anche eventuali altre passività non correttamente registrate”.

Il rendiconto 2016 ora sarà inviato alla Corte di Conti per il giudizio di parifica e poi sarà portato all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva. Entro giugno la giunta regionale conta di poter approvare anche il rendiconto 2017. Tra i primi effetti del riallineamento dei documenti contabili, Paolucci annovera lo sblocco delle assunzioni, che consentirà di portare avanti la procedura per l’immissione in ruolo di 67 nuove figure professionali.

Febbo: Paolucci e D’Alfonso hanno poco di cui gioire

Ma dall'oppozione tuona Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia: "La delibera come di consueto è secretata, rendendo impossibile verificare ciò che afferma, ma su alcune dichiarazioni vanno fatte delle precisazioni: i conti consuntivi  2013, 2014, 2015 e 2016 sono stati approvati solo dalla Giunta e non dal Consiglio comprovando e certificando il netto ritardo con cui si opera. Ilriaccertamento dei residui è una operazione già fatta dal precedente Governo Regionale di centrodestra nel 2012 che oltre alla stessa ha dovuto sanare i disastri dei governi precedenti, soprattutto tamponare il “terremoto” economico - finanziario causato dall’amministrazione Del Turco, riducendo a meno di un terzo i 4 miliardi di euro di debito ereditato, restituendo allo Stato i 176 milioni di euro che il precedente governo di centrosinistra aveva stornato dai 576 concessi per il risanamento sanità, azione che ci è costata la non lodevole etichetta di Regione Canaglia. Ciò che rileviamo dalle sue dichiarazioni sul rendiconto 2016 è che il disavanzo è di oltre 765 milioni di euro, ovvero non c’è stato nessun miglioramento nel corso di questi 4 anni di governo targato D’Alfonso - Paolucci, anzi c’è stato un peggioramento rispetto al 2015".

Come se non bastasse, Febbo ricorda anche "il deterioramento dei bilanci della sanità, con i bilanci delle Asl che tornano a chiudere in passivo; la chiusura di aziende strumentali della stessa Regione (oltre 150 dipendenti mandati a casa); il fallimento sul TPL con il rischio concreto di messa sul mercato nel 2019 della TUA; la mancanza di programmazione su attività culturali e del turismo; i vari richiami dell'Europa e dei vari ministeri su utilizzo dei fondi strutturali comunitari sul cui utilizzo siamo ai decimali in termini percentuali”.

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