La Regione diffida l'Acea dopo l'interrogazione di Marcozzi (5 stelle)

Ma per i canoni dal 1980 al 2012 occorrerebbe una dichiarazione della Regione che riconosca in serie gli impianti Ex-Comunione di Villa S.Maria e S.Angelo di Altino

Diffidata e messa in mora l’Acea spa, dopo le sollecitazioni sui 9 milioni di debiti maturati nei confronti dei piccoli Comuni del Bim Sangro. Nei giorni scorsi la questione era stata sollevata dalla consigliera regionale del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi, che aveva presentato un’interrogazione regionale

“Ho depositato l'interpellanza martedì (19 aprile) - spiega - inoltrandola via email a tutti i 60 sindaci coinvolti. Evidentemente ciò ha avuto effetto e ne sono soddisfatta. Le somme che Acea deve ai Comuni sono fondamentali per la sopravvivenza di questi piccoli centri ed è preoccupante che la giunta se ne sia accorta solo dopo la nostra denuncia pubblica. Il disinteresse di questa amministrazione verso le piccole realtà è sconfortante. La classe politica abruzzese, per troppo tempo, ha giovato del disinteresse e della rassegnazione degli abruzzesi che nella politica non trovavano la loro voce. Ma oggi la musica è cambiata e la questione Acea è un chiaro esempio. Da quanto mi è stato riferito, però, sembrerebbe che la Regione abbia sbrigato il lavoro alla meno peggio: resterebbero, infatti, ancora sospese le sorti relative ai sovracanoni precedenti al 2012”.

Per i canoni dal 1980 al 2012, infatti, occorrerebbe una dichiarazione della Regione che riconosca in serie gli impianti Ex-Comunione di Villa S.Maria e S.Angelo di Altino, questa dichiarazione, consentirebbe di richiedere ad ACEA anche il pregresso.

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"Continueremo a vigilare - afferma Marcozzi -solo in questo modo potremo limitare il disinteresse di questo Governo per le realtà minori. Il M5S resta aperto all’ascolto di chi ha bisogno, per ciò invito chiunque abbia bisogno a contattarci” conclude “la Regione deve essere un vero palazzo di vetro, nei fatti e non solo a parole in campagna elettorale”.

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