Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Province, l'Abruzzo favorevole al ricorso alla Corte Costituzionale

"Abbiamo interessato gli uffici legislativi" spiega l'assessore regionale Mauro Febbo. L'Abruzzo si unirà alle altre regioni che hanno avanzato istanza alla Corte Costituzionale

La Giunta regionale conferma la volontà di andare contro il Decreto legge relativo al riordino delle Province ed è favorevole al ricorso alla corte costituzionale. L'assessore Mauro Febbo assieme al presidente Gianni Chiodi, ha provveduto a interessare gli uffici legislativi

“Ho già interessato i rappresentati in Parlamento per farsi interpreti della volontà dell'Abruzzo e delle sue istituzioni - spiega Febbo - Qualora, anche in sede di conversione in legge del decreto non dovessero essere introdotte dal Parlamento le modifiche auspicate dall’esecutivo regionale la stessa promuoverà ricorso di fronte alla Corte Costituzionale a tutela della legittimità e correttezza del percorso effettuato dal Consiglio regionale dell'Abruzzo".

Il Decreto, che per diventare esecutivo dovrà essere approvato dal Senato e dalla Camera, ha definito le nuove province delle regioni a statuto ordinario dove passeranno da 86 a 51, e in Abruzzo da 4 a 2. "Se dovesse rimanere invariato - dice l'assessore regionale - la provincia di Chieti subirà grosse difficoltà soprattutto in relazione alla gestione del suo ampio territorio e degli uffici periferici. Altro dato è capire su quale principio sono stati fatti gli accorpamenti visto che, ad esempio, la Provincia di Chieti ha sia il requisito dei 350.000 abitanti sia dell’estensione superiore a 2.500 Kmq”.

L'Abruzzo si unirebbe a Lazio, Lombardia, Sardegna e Veneto, Molise, Calabria e Provincia autonoma di Trento che hanno avanzato istanza alla Corte Costituzionale. "Sia io che Chiodi - conclude Febbo - siamo fermamente convinti dei vizi di incostituzionalità del decreto Salva Italia come già deciso proprio durante il Consiglio regionale del 23 ottobre scorso".

 

 

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