Regione Abruzzo, Marcozzi (M5s): “Persino i canali per i cittadini sono piegati agli interessi di partito"

La consigliera pentastellata critica il presidente Marsilio per il post (poi cancellato) contro il governo nazionale sul canale social della Regione

“L'utilizzo del canale ufficiale di Regione Abruzzo per scagliarsi contro il governo nazionale, è l'ultima ingerenza di un centrodestra che sfrutta a uso e consumo della propaganda anche gli strumenti creati per fornire informazioni di servizio ai cittadini". A scagliarsi contro l'amministrazione regionale è la consigliera del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi dopo un post cancellato sulla pagina Facebook della Regione.

"È un comportamento vergognoso - dice Marcozzi - da parte di una maggioranza che, a quanto pare, si dimostra incapace di distinguere tra comunicazione politica e istituzionale, piegando ogni strumento possibile ai propri scopi propagandistici. Sono stati perfino bannati numerosi commenti di sdegno dei cittadini sotto al post, perché, evidentemente, nella regione che immagina il centrodestra non c'è spazio il dissenso. Un caso simile era già successo con i canali social della Asl 2, che in passato hanno rilanciato post politici firmati dal presidente Marsilio. Davanti a questo nuovo caso non rimarrò in silenzio, e sono pronta a depositare un'interpellanza in consiglio regionale per pretendere la massima correttezza dalla Regione nello svolgimento del proprio operato”.

Un giudizio negativo quello espresso dalla consigliera pentastellata: “Siamo ormai tristemente abituati a una comunicazione sbagliata nei tempi e nei modi. L'annuncio della zona rossa in Abruzzo ne è l'ultima prova. Abbiamo letto dichiarazioni sui social di membri della giunta che annunciavano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, salvo poi essere smentiti il giorno dopo dai provvedimenti firmati da loro stessi. È stata perfino fatta circolare nelle chat e su internet una bozza sbagliata dell'ordinanza che ha istituito la zona rossa. Un “bignami” di inadeguatezza. Una sorta di bipolarità le cui conseguenze al centrodestra o non interessano o vengono semplicemente ignorate. Ma una maggioranza seria non dovrebbe far finta di niente davanti al panico causato da questi comportamenti nella cittadinanza, nei genitori che non conoscevano le sorti del proseguimento del percorso scolastico dei figli, e in tutti quegli abruzzesi che si sono recati nei supermercati per fare scorte quando non era evidentemente necessario”.

 

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