Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

"Problemi inesistenti, solo recriminazioni personali su piazza San Giustino": duro attacco da Di Roberto (Azione) a Pompilio (Azione Politica)

La consigliera comunale accusa la presidente della commissione di regolamento che "cerca inutilmente di dimostrare inesistenti mancanze o problemi relativi a piazza san Giustino e al suo utilizzo"

"Sono mesi che la Commissione Regolamento viene convocata dalla sua Presidente (Serena Pompilio ndr), esponente dell'opposizione, per una presunta analisi sui criteri di utilizzo e fruizione della rinnovata e rinata Piazza San Giustino. Finalmente, questa piazza è stata restituita ai cittadini di Chieti come luogo centrale di socializzazione, aggregazione e divertimento. Gli eventi, le manifestazioni, le occasioni istituzionali e anche le celebrazioni private che in questi mesi si sono tenute in piazza sono stati un successo".

A dirlo è la consigliera comunale di Azione, Barbara Di Roberto.

"Non ci sono stati problemi di alcun tipo, a riprova che le decisioni assunte da questa Amministrazione sono adeguate e sufficienti a garantire tanto il regolare e sicuro svolgimento delle manifestazioni – alcune proposte e organizzate anche da Associazioni cittadine e privati – quanto la consona fruibilità e godibilità della piazza per tutti i teatini.

Sicuramente, questo è ciò che non dà pace all’opposizione teatina e soprattutto alla presidente della commissione che, eletta nella compagine dell’assessore agli Eventi (Paolo De Cesare ndr), oggi cerca inutilmente di dimostrare inesistenti mancanze o problemi relativi a piazza San Giustino e al suo utilizzo. Questo comportamento sembra essere motivato da recriminazioni personali piuttosto che dalla diligenza che dovrebbe invece caratterizzare il ruolo di presidente della commissione, la quale rappresenta tutti i consiglieri, non solo quelli della minoranza.

Pretende di dimostrare la necessità di un Regolamento comunale specifico, senza però spiegare perché non presenta lei stessa una proposta di regolamento, come previsto dalla legge. I regolamenti, infatti, possono essere redatti, presentati e proposti anche dalle commissioni, soprattutto dal loro Presidente. Eppure, la storia di questi anni dimostra che da quella commissione non è uscita una sola proposta. Non è stato redatto un solo atto. Non si è fatto nulla, spesso togliendo tempo al lavoro degli uffici comunali coinvolti, se non partecipare a riunioni finalizzate a farsi propaganda sui giornali e a gettare fumo negli occhi dei cittadini.

Il diritto di convocare la VI Commissione da parte del suo Presidente di minoranza è sempre stato rispettato e democraticamente la maggioranza ha sempre partecipato, ascoltando l’opposizione per trovare proposte e soluzioni condivise in seno alla Commissione Regolamento. Ma oggi si può affermare che la misura è colma. Con la relazione odierna del comando di polizia locale, che ringraziamo, ogni dubbio sull’utilizzo dipiazza San Giustino può dirsi risolto: la regolamentazione richiesta dal Codice della Strada è stata rispettata esattamente come indicato dalle ordinanze emesse nei mesi scorsi, con la scelta legittima e lecita di non adottare uno specifico Regolamento comunale sull’argomento, poiché si ritiene che Piazza San Giustino debba essere il cuore della città, a completa disposizione della cittadinanza.

Piazza San Giustino va sicuramente preservata, custodita, rispettata e utilizzata in modo consono al suo valore storico, ma non necessita di regole stringenti che l'attuale gestione della Commissione consiliare e certa politica teatina richiedono solo per fare polemica autoreferenziale e di parte. Questo va contro chi sta dimostrando di saper restituire a Chieti vitalità e concretezza attraverso opere pubbliche.

Chi ritiene che piazza San Giustino debba essere gestita come specifica area pedonale o che vada disciplinata con un Regolamento comunale può tranquillamente formulare tali mozioni, proposte di delibera, atti amministrativi o anche semplici Ordini del giorno nelle sedi opportune: deliberazioni in Commissione e in Consiglio. Questo è il compito dei consiglieri comunali, tutti. Tuttavia, l’evidenza di questi anni dimostra che per alcuni è più facile parlare che fare".

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