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Le dimissioni di D'Amico fanno temere per il futuro della società unica di trasporti

Mentre D'Alfonso dichiara di voler convincere il rettore "a donare ancora il suo tempo alla cosa pubblica", da Forza Italia una pioggia di critiche allo stesso governatore

Non si sono fatte attendere le reazioni alla notizia, diffusa questa mattina, delle dimissioni di Luciano D'Amico da presidente della società unica del trasporto pubblico Tua. 

Il governatore Luciano D'Alfonso ha parlato di "sua raffinata sensibilità di uomo delle istituzioni gli ha fatto prendere la decisione di recedere dalla presidenza dell’azienda". Inoltre, ha aggiunto: "Nel rivolgergli i miei più profondi sensi di gratitudine, auspico che in futuro un cittadino sia libero di prestare gratuitamente la propria opera alla pubblica amministrazione senza che ciò sia oggetto di sospetti e indagini e senza che gli sia fatto patire ingiustamente ciò che ha dovuto subire Luciano D’Amico. Mi adopererò personalmente per convincerlo a donare ancora il suo tempo alla cosa pubblica".

Per il presidente della commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Lorenzo Sospiri le dimissioni di D'Amico "rischiano di determinare pesanti conseguente sulla società unica dei trasporti che, come abbiamo più volte segnalato, è alle prese con problemi seri come un parco mezzi inadeguato e con bus inutilizzabili, fornitori che lamentano ritardi nei pagamenti ormai non più tollerabili, gli aumenti delle tariffe e la riduzione di alcune agevolazioni per gli utenti. Si tratta del risultato della strategia di un governo regionale che preferisce tagliare sommando e accorpando - accusano i due esponenti di Forza Italia - creando danni economici ai territori privilegiandone alcuni, sopratutto uno, e non 'efficientando' le spese, volendo soddisfare solo i 'capricci' dello stesso D'Alfonso su nomine e gestioni di società collegate alla Regione".

L'onorevole Fabrizio Di Stefano (Forza Italia), commenta che "il professor Luciano D’Amico è stato persona corretta e più responsabile del presidente della Regione e ha preso una decisione conseguente al giudizio dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e del suo presidente Raffaele Cantone. Attendiamo adesso - conclude - analogo atto da parte di Nicola Mattoscio (presidente di Saga), che versa nella medesima condizione d’ incompatibilità". 

La capogruppo in Regione del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, commenta così: “Siamo lieti che Il Magnifico Rettore D'Amico tornerà  a tempo pieno a curare gli interessi e le criticità dell'università di Teramo, lasciando ad altri le redini dell’Azienda unica di Trasporto regionale. Come M5S abbiamo sollevato l'incompatibilità  dei due ruoli già da tempo”. 

Per il deputato pentastellato Gianluca Vacca, la dimissione di D’Amico “rappresenta l’ennesimo fallimento della politica del presidente della Regione Luciano D’alfonso”. E annuncia che chiederà lumi al ministero dell'Istruzione sulla smentita dell'incompatibilità nella carica del rettore.

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