Chiude il distributore di carburanti a Rapino. Gruppo 'L'Alternativa': "Lo ha voluto il sindaco Micucci"

Il gruppo consiliare di minoranza è contrario e accusa il primo cittadino rapinese di non ascoltare i cittadini

Rapino, il gruppo "L'Alternativa" contro il sindaco Micucci. "Vuole chiudere l'unico impianto carburanti "
A Rapino si torna a parlare della chiusura dell'area di distribuzione carburanti in paese. Dopo la raccolta firme portata avanti dal gruppo di minoranza in consiglio comunale "L’Alternativa" per scongiurarne la chiusura, la decisione da parte dell'amministrazione è arrivata: sarà chiusura.

Duro il comunicato del gruppo consiliare che inizia con l'accusa nei confronti del sindaco Rocco Micucci :

“il sindaco Micucci e la sua amministrazione hanno fatto di tutto per chiudere il distributore. Nel mese di novembre ha decisodi prevedere lo smantellamento dell’attuale area di distribuzione carburanti, dotata anche di autolavaggio, per destinarla ad un parcheggio pubblico. Successivamente, nel mese di giugno 2019, l’Ufficio Tecnico con una nota protocollata, esplicitamente dichiara che tale concessione, in scadenza il 31 Dicembre 2019, non sarebbe stata rinnovata per dare attuazione al nuovo piano regolatore, in via di approvazione definitiva. La stessa nota sottolinea come il P.R.E. imporrebbe come opzione per un nuovo impianto di distribuzione un’area privata situata in una zona periferica del Comune.

Gli appartenenti al gruppo "L'Alternativa" contestano, inoltre, le modalità utilizzate dal sindaco per arrivare alla chiusura del sito:

“a questo punto delle cose, ancora prima di sapere se la compagnia concessionaria fosse interessata o meno a sfruttare l’opzione per gli ulteriori nove anni, disponibilità che per altro i titolari della stessa hanno abbondantemente garantito, anche con una successiva lettera protocollata al comune, poiché la ritengono ancora un’attività profittevole e sulla quale sono intervenuti solo due anni fa per un riammodernamento, il sindaco e la sua amministrazione, tra quattro mura e senza minimante interpellare la comunità, cosa che sarebbe stata gradita visto che si parla di un scelta di pubblico interesse, hanno unilateralmente deciso che l’impianto dovesse essere definitivamente dismesso”.

Per contrastare il provvedimento i consiglieri de "L’Alternativa" nei mesi scorsi si sono attivati provvedendo a consegnare al sindaco una interrogazione scritta:

"alla quale non è stata data alcuna risposta concreta nonostante sia stata inserita nell’ordine del giorno del consiglio comunale di dicembre, e, nel mese ottobre, una petizione popolare contro la chiusura con 670 firme raccolte, che è stata puntualmente ignorata dal sindaco e dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico, con l’unico risultato di vedere minacciati di denunce i proponenti. Fatto sta che al 31 dicembre 2019 le attività di distribuzione carburanti e autolavaggio sono state interrotte col risultato di aver comportato la perdita di posti di lavoro, aver creato danno economico alle casse del comune (che non percepirà più il canone di concessione) e aver messo in difficoltà un comprensorio intero che aveva in tale servizio un riferimento quotidiano. Speriamo solo che con tutta questa storia non c’entri nulla il fatto che uno dei co-titolari che gestiscono l’impianto per conto della compagnia petrolifera concessionaria si sia candidato con la nostra lista, contrapposta a quella di Micucci, sarebbe una triste vendetta elettorale".

Ma già da Agosto era piuttosto singolare che l’amministrazione avesse deciso, seppure l’impianto fosse ancora funzionante, di mandare i mezzi meccani comunali a rifornirsi a Guardiagrele e non più presso l’impianto locale, come accaduto per anni.

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“di sicuro il sindaco e con lui tutti i consiglieri di maggioranza e assessori siano coscienti della decisione che hanno preso e che stanno portando avanti e che siano convinti di prendersi questa responsabilità agli occhi di tutti. Essere ricordato per coloro che hanno chiuso un servizio nevralgico non sarà un bel curriculum. Comunque al momento è in essere un contenzioso tra il comune e la compagnia petrolifera, che speriamo si risolva nel migliore dei modi per tutti noi, cioè con la futura riapertura dell’impianto”, concludono i consiglieri de L’Alternativa.

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