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Lunedì, 4 Luglio 2022
Politica San Giovanni Teatino

Raddoppio ferrovia, il Pd chiede al sindaco un consiglio comunale straordinario sullo studio per l'interramento

Il primo cittadino Di Clemente cita uno studio secondo cui l'interramento del tracciato sarebbe l'unica soluzione possibile per il progetto

Chiede "un consiglio comunale straordinario e dedicato" sul progetto di raddoppio della ferrovia il circolo del Partito Democratico di San Giovanni Teatino intitolato a Franca Chiacchiaretta. 

In particolare, gli esponenti dem si rivolgono al sindaco Giorgio Di Clemente, affinché illustri in quell'occasione "le peculiarità dello studio che parla della necessità di interramento del tracciato, comprensivo del piano relativo a tempi e costi di realizzazione ipotizzati), al fine di poter rendere trasparente e sulla base di dati certi, l’interlocuzione con i vari attori interessati e soprattutto fornire un quadro chiaro alla cittadinanza sulle reali prospettive di tale opera".

Gli esponenti del Pd plaudono all'invito del primo cittadino, che ha chiesto alla Regione Abruzzo si faccia promotrice di iniziative più incisive per i territori interessati dagli impatti derivanti dal progetto del raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara. "Siamo davvero contenti - commentano - che il nostro primo cittadino abbia finalmente colto i consigli che il Partito Democratico gli rivolge da mesi. Ricorderà infatti che fummo proprio noi ad invitare il Sindaco a farsi capofila di una richiesta formale e decisa per ottenere l’intervento di regia da parte di una giunta regionale colpevolmente assente", accusano.

"Altrettanto - incalzano - fu detto e rimarcato nell’unica occasione in cui l’amministrazione comunale di San Giovanni Teatino ha deciso di coinvolgere le forze politiche del territorio, in un confronto alla scuola civica musicale. Appelli caduti nel vuoto, ma che non hanno mai scoraggiato la forza di volontà di un partito che vuole inseguire il bene dei cittadini. Mentre il capogruppo in consiglio regionale del Partito Democratico Silvio Paolucci presentava una risoluzione alla giunta Marsilio chiedendo l’istituzione di un tavolo di confronto sugli interventi di potenziamento del collegamento ferroviario Roma-Pescara, ingiustificatamente bocciato, Di Clemente invece sceglieva il metodo teatrale come strategia politica, incatenandosi al passaggio a livello di Corso Italia, forse per rimarcare un attaccamento a quella storica tipologia di infrastruttura".

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